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Mediazione linguistica e formazione in ambito bancario. Il caso Deutsche Bank.

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Prefazione 5 nello stesso settore, si è riconosciuto che l’investimento proposto da Deutsche Bank S.p.A. per la formazione dei propri dipendenti rappresenta un buon esempio di come l’Ufficio Risorse Umane possa valorizzare e motivare il personale. Per questa ragione, si è voluto analizzare il panorama comunicativo del settore bancario in Italia (Capitolo 2) e presentare il programma formativo di Deutsche Bank S.p.A. (Capitolo 3), dando infine un breve sguardo alla “concorrenza” (Appendice 1) e ai metodi di insegnamento a disposizione dei Centri Formazione (Appendice 2). Le basi e le fonti dell’analisi proposta vengono illustrate dettagliatamente nel Capitolo 1 e sinteticamente nella Bibliografia. In particolare, il Capitolo 2 riconosce le sfide che gli istituti di credito si trovano ora di fronte: la crescente globalizzazione comporta un maggiore scambio di informazioni ed esperienze non più a livello italiano, ma anche internazionale. Per questa ragione il personale di banca ha bisogno di una più approfondita conoscenza quanto meno di uno strumento franco che permetta lo scambio di fax, e-mail, telefonate con persone che non parlano la lingua italiana. Ma si riconosce allo stesso tempo che la mera padronanza dell’inglese (oramai riconosciuta ovunque come lingua franca) non è più sufficiente, poiché comunicare significa anche stabilire relazioni che vadano oltre il codice linguistico scelto: è necessario concentrarsi sulla capacità comunicativa intesa come abilità di strutturare uno stesso messaggio in base al tipo di situazione, all’interlocutore, allo scopo che ci si pone. Una ulteriore sfida è inoltre stabilita dalle scadenze e dalla necessità di ottimizzare i tempi comunicativi e di stabilire una certa uniformità di messaggio, attraverso la creazione di modelli e di standard. Questo fenomeno permette sicuramente di scrivere velocemente un messaggio coeso in cui il destinatario è facilitato nella ricerca delle informazioni: l’uso sempre maggiore di lettere in stile fill in the gaps riduce i tempi, permette la creazione di documenti simili in varie parti del mondo e fa sì che il cliente riceva sempre lo stesso modulo. D’altro canto, però, si tratta di un sistema che richiede una minore capacità comunicativa e di padronanza della lingua: il mittente non deve più “scrivere” un testo, ma solo “compilarlo”.

Anteprima della Tesi di Roberta Zanaboni

Anteprima della tesi: Mediazione linguistica e formazione in ambito bancario. Il caso Deutsche Bank., Pagina 2

Laurea liv.I

Facoltà: Dipartimento di Lingue

Autore: Roberta Zanaboni Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

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