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Identità e diritti delle minoranze etniche in Messico: la Costa Chica di Oaxaca e Guerrero

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10 Le unioni più frequenti, per i conquistatori, coloni, commercianti ed amministratori, furono di maschi europei con indigene e africane, anche e soprattutto a causa della scarsezza di donne spagnole durante i primi decenni della colonizzazione; ma già nel secolo XVII apparvero matrimoni con mulatte, per poi stabilizzarsi con unioni con euro–meticce. Per quanto riguarda il negro, invece, si può ragionevolmente supporre che nei primi anni della permanenza nel nuovo mondo si unì con indigene e africane, e solo in seguito con afro–meticce 12 . Tuttavia i geni furono mischiati anche in maniera molto più imprevedibile ed articolata, dando vita a nuovissime forme di meticciato biologico che Gonzalo Aguirre Beltrán, con l’aiuto di documenti coloniali classifica così: 1. Spagnolo con india = mestizo 2. Mestiza con spagnolo = castizo 3. Castizo con spagnola = spagnolo 4. Spagnolo con negra = mulatto 5. Mulatta con spagnolo = morisco 6. Morisco con spagnola = chino 7. Chino con india = salta atrás 8. Salta atras con mulatta = lupo 9. Lupo con china = gígaro 10. Gigaro con mulatta = albarazado 11. Albarazado con negra = cambujo 12. Cambujo con india = zambaigo 13. Zambaigo con lupa = calpa mulato 14. Calpa mulato con cambuja = tente en el aire 15. Tente en el aire con mulatta = no te entiendo 16. No te entiendo con india = torna atrás 13 Le seguenti classificazioni erano effettuate a scopo burocratico. All’inizio gli schiavi africani venivano importati dalle Antille, in seguito da Spagna e Portogallo, e, quando la domanda divenne molto elevata, direttamente dalle coste africane. Secondo Corrado Gini, i negri introdotti nella Nuova Spagna provenivano principalmente da due grandi gruppi razziali: sudanesi e bantu 14 , corrispondenti agli abitanti degli attuali stati di Guinea, Congo, Nigeria, Ghana e Togo. I negrieri cercavano individui giovani, forti e sani, frutto di un grande processo di selezione operato in Africa, che tuttavia veniva vanificato dalle inumane condizioni del viaggio verso le Americhe; sulle navi, a causa della quasi inesistente igiene, incubavano malattie contagiose, che portava una metà di loro a giungere morti a destinazione 15 . 12 L.M.Martínez Montiel, La cultura africana, tercera raíz, in G.Bofill Batalla (a cura di) “Simbiosis de cultura”, México F.C.E. 1992. 13 G.AguirreBeltrán, La poblacíon negra de México – Estudio etnohistórico, México, F.C.E. 1989. 14 C.Gini, Population, Chicago, Universitari Press 1930 15 G.AguirreBeltrán, La poblacíon negra de México – Estudio etnohistórico, México, F.C.E. 1989.

Anteprima della Tesi di Giampietro Marfisi

Anteprima della tesi: Identità e diritti delle minoranze etniche in Messico: la Costa Chica di Oaxaca e Guerrero, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Giampietro Marfisi Contatta »

Composta da 177 pagine.

 

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