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Trascendenza e immanenza nel trascendentalismo kantiano

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IV Su questo livello possiamo continuare a chiedere: come è da considerare, pertanto, quella frattura che cogliamo tra l’io percipiente e l’elemento percepito? Cosa significa quella distanza che coinvolge il nostro essere impegnato nello svolgimento di una conoscenza rispetto all’esteriorità di un mondo da conoscere? Anche Kant ha ammesso questo genere di espressioni afferenti al significato “popolare” delle parole oggetto, soggetto, realtà e, con fenomeno ha inteso gli oggetti reali che ci si presentano in una maniera determinata. Egli non ha impresso a questi concetti un nuovo significato intrinseco, ma li ha soltanto modificati attraverso la dottrina dello spazio e del tempo. Con essa entriamo a pieno titolo nel campo del trascendentale e ci misuriamo con l’effetto prodotto nella significazione di soggetto e oggetto. La dottrina dell’idealità trascendentale e della realtà empirica delle forme pure a priori dell’intuizione, rispettivamente del senso esterno (spazio) e del senso interno (tempo) permette di fondare su nuove basi non solo il campo della conoscenza, ma anche e soprattutto quello dell’esperienza in generale. Riflettere sull’importanza e la fondamentalità dell’apriorismo nella costituzione del conoscere scientifico, espresso nella forma del giudizio sintetico a priori, rappresenta il filo conduttore di una ricerca che si propone di stabilire i «confini e i limiti» della ragione teoretica e di fare assurgere al livello dell’oggettività ciò che si pone come conoscere dell’esperienza possibile in generale. Ciò che i concetti di soggetto e oggetto (e contestualmente quelli di fenomeno, cosa, ecc.) assumono, è semplicemente un mutato orizzonte di collocazione che deriva loro mediatamente, agendo sulla struttura trascendentale della conoscenza in generale. Il punto di svolta è segnato dal differente approccio gnoseologico apportato dalla rivoluzione copernicana dell’oggettualità: con essa si scopre una terra nuova, rimasta inindagata fino a quel momento dalla storia del pensiero. Essa segna il passaggio ad un’inversione nella modalità di considerazione dell’oggetto di conoscenza.

Anteprima della Tesi di Giacomo Maria Virone

Anteprima della tesi: Trascendenza e immanenza nel trascendentalismo kantiano, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giacomo Maria Virone Contatta »

Composta da 67 pagine.

 

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