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I Modelli di Assegnazione del Rating in presenza di Gruppi di Imprese

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INTRODUZIONE V società; la valutazione di un gruppo costringe perciò ad una revisione delle tecniche tradizionali in grado di cogliere anche i rapporti esistenti fra le diverse società appartenenti (Si pensi allo specifico tema della valutazione delle sinergie). c. Infine, attenzione deve essere posta al controllo delle dinamiche finanziarie interne: come si vedrà in seguito, i gruppi sono spesso strumento di occultamento verso l’esterno di politiche di trasferimento di risorse interne. Tali trasferimenti, prescindendo anche dal caso patologico della distrazione di risorse con finalità illecite od illegali, devono essere computate con estrema importanza durante il processo di Rating: la possibilità di influenzare o condizionare il risultato economico di una società partecipata è un elemento fondamentale per l’apprezzamento della effettiva rischiosità sopportata dalla banca affidante. L’analisi del fenomeno dei gruppi deve quindi necessariamente integrare le tre differenti visuali: se il fine è l’elaborazione di un giudizio sintetico di rischiosità globale, globale dovrà anche essere la stima delle condizioni in grado di correggerlo. L’esame delle tre aree tematiche in modo congiunto è quindi il primo passo per l’assegnazione di un giudizio di rating di gruppo. Il tema della valutazione della rischiosità dei gruppi interessa direttamente anche l’attività delle Autorità preposte alla vigilanza del sistema finanziario e delle Agenzie di Rating. Per le prime, forse meno interessate al giudizio di Rating in quanto tale, l’aspetto più importante dell’essere gruppo risulta nella definizione di specifici criteri di concentrazione dei fidi e di segnalazione delle posizioni in Centrale dei Rischi. L’affidamento ad un gruppo può infatti generare nella banca una anomalia di concentrazione del rischio, ad esempio nel caso di affidamento di due società apparentemente separate ma in realtà facenti parte del medesimo aggregato; ugualmente, la verifica di posizioni anomale nei flussi di ritorno della Centrale dei Rischi può risultare inutile se condotta non su base complessiva di gruppo. Poiché il fine delle Autorità di Vigilanza è l’emanazione di regole necessarie agli intermediari finanziari vigilati per una corretta percezione e valutazione del rischio, Banca d’Italia ha spinto le Banche a censire non solamente i gruppi “consolidati” (cioè rappresentati dal bilancio

Anteprima della Tesi di Alberto Tomasini

Anteprima della tesi: I Modelli di Assegnazione del Rating in presenza di Gruppi di Imprese, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Alberto Tomasini Contatta »

Composta da 205 pagine.

 

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