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Dinamiche organizzative e gestionali nei teatri lirici italiani: il caso Fondazione Arena

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Primo capitolo Il settore operistico 11 Erano in essa, infatti, riunite varie forme d’arte e utilizzando a questo scopo artisti e artigiani già al servizio del sovrano nascevano spettacoli di grande sfarzo, ma anche di notevole dispendio economico che trovava la sua ragion d’essere non nel lucro, ma nel ritorno d’immagine e in un’affermazione politica e diplomatica del sovrano. Era, infatti, dimostrazione di ricchezza, di buona salute e di efficienza delle case regnanti e si traduceva, però, solo nel prestigio, comportando, d’altra parte, un enorme costo. E a questi scopi era anche rivolta la scelta del pubblico, quell’aristocrazia che, oltre a contribuire al prestigio dello spettacolo, avrebbe anche realizzato una vera e propria operazione pubblicitaria. Con il mutare dei tempi queste caratteristiche sarebbero rimaste proprie dell’opera, destinata ad essere un’operazione economica dai costi sproporzionati ai ricavi e quindi realizzabile solo grazie ai finanziamenti, ad eccezione del periodo in cui è stato permesso, all’interno dell’impresa teatrale, il gioco d’azzardo. Sempre in Italia i primi a dotarsi di un teatro stabile pubblico a pagamento e ad esportare il proprio sistema “impresariale” furono i borghesi veneziani, nel 1637, con il teatro San Cassiano, seguito poco dopo, specialmente nella stagione del Carnevale, da molti altri. Alla fine del XVII secolo, solamente nella Serenissima, esistevano almeno una dozzina di questi palcoscenici. In questo periodo l’opera è divisa in due: una rappresentata nei fastosi teatri di corte (il melodramma serio, aulico, con le grandi voci dell’epoca), l’altra nei palcoscenici minori, ma non per questo meno frequentati (l’opera comica).

Anteprima della Tesi di Elena Raguzzi

Anteprima della tesi: Dinamiche organizzative e gestionali nei teatri lirici italiani: il caso Fondazione Arena, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Aziendale

Autore: Elena Raguzzi Contatta »

Composta da 340 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.