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Modelli di pricing per titoli azionari: la valutazione in economie dinamiche

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3 Il passo successivo fu mosso da Tobin nel 1958, al quale va il merito di aver portato avanti l’analisi di Markowitz fino all’identificazione di un portafoglio di mercato e alla razionalizzazione del meglio noto teorema della separazione, in ragione del quale la composizione della combinazione ottimale di attività rischiose è indipendente dal grado di avversione al rischio degli individui. Prendendo le mosse dall’osservazione di come gli agenti economici procedono all’allocazione della propria ricchezza tra liquidità e attività incerte, Tobin dimostrò che la composizione qualitativa della porzione certa del portafoglio risultava indipendente dal suo peso nel bilancio complessivo dell’investimento. Questo risultato aprì la possibilità di scindere il problema della selezione di portafoglio in stadi differenziati per grado di aggregazione, scegliendo dapprima le categorie di attività e successivamente all’interno di ciascuna, i singoli titoli. L’asset mix definitivo che procede dalla costruzione di un portafoglio efficiente alla sua combinazione con un attività free risk, ha il pregio di riflettere il grado di tolleranza al rischio dell’investitore. La comunità finanziaria fu piuttosto lenta nell’abbracciare quelle teorie per certi aspetti sovversive dello status quo preesistente, introdotte da Markowitz e Tobin, non solo a causa di un connaturato sentimento di diffidenza verso ciò che è nuovo, ma anche e soprattutto in ragione di una serie di difficoltà pratiche dettate dalla profusione dei dati da passare in rassegna. La costruzione di un portafoglio di 100 titoli secondo i precetti della stock selection alla Markowitz, richiedeva infatti l’elaborazione di qualcosa come 5050 stime di termini di rischio tra varianze e covarianze, compito decisamente arduo se si pensa all’inadeguatezza degli strumenti a disposizione nel lontano ’52. Una simile carenza di supporti tecnici sufficientemente evoluti costituiva un limite per molti versi insormontabile che spinse alcuni entusiasti della nuova teoria a cercare una soluzione. Un’importante semplificazione sia qualitativa che quantitativa in questo senso, si ebbe nel decennio seguente grazie al lavoro di Sharpe (1963). Ad egli va riconosciuto il merito di aver individuato un legame esplicativo di tipo causa effetto tra i movimenti dei singoli titoli e i movimenti del mercato. I risultati ottenuti vennero razionalizzati nella stesura di uno dei maggiori capisaldi della moderna teoria finanziaria quale è divenuto il Single Index Model. Facendo propri i dettami logici della portfolio selection di Markowitz e Tobin, Sharpe elaborò una teoria di equilibrio di mercato in condizioni di rischio che fondata su alcune ipotesi semplificatrici, dimostrava come lungo la
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Modelli di pricing per titoli azionari: la valutazione in economie dinamiche

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Pasotto
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia delle Istituzioni e dei Mercati Finanziari
  Relatore: Pierluigi Fabrizi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 635

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