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L'arte terapia in carcere: valenze terapeutiche e risocializzanti

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5 INTRODUZIONE Da qualche decennio l’arte terapia è divenuta una pratica psicoterapica riconosciuta nel nostro paese per la sua efficacia e validità terapeutica 1 ; la sua diffusione, in contesti clinici privati ma anche pubblici tradizionali, testimonia la necessità e il desiderio attuali di concepire e progettare terapie psicologiche sempre più attente a produrre un reale benessere nelle persone sofferenti migliorando la qualità della loro vita. L’arte terapia, basata su principi teorici che richiamano quelli delle più tradizionali psicoterapie, presuppone una visione olistica dell’individuo e quindi della psicopatologia. Secondo questa prospettiva l’uomo è da considerarsi nella sua completezza sia di organismo biologico sia di soggetto psichico, e per di più non risulta comprensibile come somma di funzioni quanto piuttosto come realtà complessa, dinamica e unitaria. A fronte di tale concezione, anche la psicopatologia deve essere riformulata nel senso che, pur rimanendo una disciplina interessata a scoprire l’origine di un funzionamento anormale o deviante dell’attività psichica umana, dirigerà la propria indagine eziologica verso spiegazioni che tengano conto della omnicomprensività, biologica e psichica con cui l’uomo si esprime e vive. Una simile concezione dell’uomo e della psicopatologia ha aperto la strada a tutta una serie di sperimentazioni che, in diversi contesti terapeutici più o meno convenzionali, utilizzano il medium artistico come agente di cura e come strumento privilegiato per l’espressione sana e creativa dell’uomo. Tra i contesti terapeutici in cui si è sperimentata la pratica arteterapeutica, il carcere rappresenta un ambito stimolante e innovativo per progettare e realizzare interventi psicologici di aiuto e sostegno alla persona. Nel 1975 il nuovo Ordinamento Penitenziario (L. 26 luglio 1975, n.354) sancì l’ingresso degli psicologi negli istituti penitenziari in qualità di esperti, incaricati di svolgere “attività di osservazione e trattamento”. Fra le attività di trattamento anche 1 Nel 1994 nasce a Napoli la CONFIAM (Confederazione Italiana delle Associazioni di Musicoterapia) e successivamente, nel 2002, viene istituita l’AIM (Associazione Italiana professionisti della Musicoterapia); nel 1997 viene fondata l’APID (Associazione Professionale Italiana Danzamovimentoterapia) e nel 1999 l’APIArT (Associazione Professionale Italiana degli Arte Terapeuti). Per la drammaterapia non esiste ancora un registro professionale, ma negli ultimi anni i singoli professionisti si stanno occupando di favorire tra loro un confronto diretto all’individuazione di una modalità terapeutica comune.

Anteprima della Tesi di Silvia Cottino

Anteprima della tesi: L'arte terapia in carcere: valenze terapeutiche e risocializzanti, Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Silvia Cottino Contatta »

Composta da 151 pagine.

 

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