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L'arte terapia in carcere: valenze terapeutiche e risocializzanti

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15 Serra 7 , in Psicologia penitenziaria (2000), evidenzia però due pesanti limiti all’impiego della psicoterapia in ambito penitenziario. Il primo limite –dice- è dovuto al fatto che la psicoterapia che si potrebbe attuare in ambito carcerario è assai diversa da quella che si realizza in contesti clinici tradizionali. Normalmente la psicoterapia presuppone l’esistenza di un soggetto-paziente con disturbi psichici che si rivolge al terapeuta per chiedere aiuto, di un terapeuta che ha il compito di risolvere le problematiche del paziente e di un rapporto di confidenza e un legame emotivo- affettivo tra paziente e terapeuta che si struttura come una vera e propria condizione di dipendenza psicologica del primo verso il secondo. In carcere invece –sottolinea Serra C.- il detenuto che incontra lo psicologo non sempre vive una situazione di sofferenza psichica grave tale da necessitare un intervento psicoterapeutico, e ancor meno ne è consapevole né per questo chiede un sostegno psicologico; il terapeuta a volte è “solo una persona da manovrare e sfruttare, con il proposito di ottenere benefici attuali e concreti aiuti”, e di conseguenza il legame che si instaura non è di assoluta fiducia. Il secondo limite che Serra riconosce nell’applicazione di una psicoterapia in ambito carcerario è rappresentato “dall’impossibilità di assicurare all’utente la massima riservatezza nel corso dello svolgimento della terapia”. Effettivamente questo secondo problema, che sicuramente comporta una certa sfiducia e inibizione nel paziente, è difficilmente eliminabile in un contesto quale un’istituzione totale in cui ogni azione è sotto il controllo di mille occhi guardiani. Per quanto riguarda il primo limite però, è possibile avanzare una critica nei confronti dell’idea che in carcere non sia frequente la presenza di casi di disagio psicologico grave, quali personalità nevrotica, depressione, psicosi o altro. L’alienazione propria della condizione detentiva è tale infatti da provocare effetti disastrosi sull’uomo, sia a livello fisico sia, soprattutto, a livello psicologico, facilitando un processo di frantumazione e mortificazione della personalità 7 Serra Carlo, esperto di psicologia e sociologia, si è specializzato in criminologia clinica e psichiatria forense. Docente di criminologia presso la facoltà di psicologia dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma e consulente del Ministero di Grazia e Giustizia e del Tribunale di Roma. Si occupa di ricerca nel campo della risocializzazione ed è fra gli animatori in Italia della psicologia giuridica nei settori civile e penale.
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L'arte terapia in carcere: valenze terapeutiche e risocializzanti

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Informazioni tesi

  Autore: Silvia Cottino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Enrico Molinari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 151

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Parole chiave

arte terapia
carcere
malattia mentale in carcere
psicologia giuridica

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