Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'arte terapia in carcere: valenze terapeutiche e risocializzanti

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

6 in Italia intorno agli anni ‘80 si sono sperimentati spazi di espressione creativa e arte terapia che favorissero la riabilitazione psicologica e sociale dei detenuti (in Gran Bretagna come vedremo abbiamo esempi di tali attività già a partire dai primi anni ’70). In carcere l’arteterapeuta ha l’importante compito di stimolare la creatività e la fantasia di persone che, nonostante vivano una condizione di reclusione totale, mantengono la libertà a livello mentale; questa preziosa risorsa consente al detenuto di esprimersi, comunicare e di imparare a farlo in modo libero ma anche funzionale ad una sua crescita e ad un cambiamento terapeutico. A fronte di tali premesse, questa tesi ha lo scopo di indagare l’efficacia e la possibile validità terapeutica e risocializzante individuabile negli interventi di arte terapia, evadendo dunque il campo delle pratiche psicoterapeutiche verbali più tradizionali per indagarne di nuovi. Come diceva Winnicott 2 “la psicoterapia ha luogo là dove si sovrappongono due aree di gioco, quella del paziente e quella del terapeuta. La psicoterapia ha a che fare con due persone che giocano insieme”. L’autore sosteneva che giocare stimolasse la creatività e la crescita personale e che ciò fosse sinonimo di benessere e di sanità; di conseguenza la psicoterapia veniva definita come “forma altamente specializzata di gioco al servizio della comunicazione con se stessi e con gli altri”. Questo storico e famoso contributo dello psicoanalista inglese ci permette allora di comprendere come la pratica psicoterapeutica non debba limitarsi alla conoscenza e all’interpretazione dello psichismo del paziente da parte del terapeuta, bensì debba consistere nella “creazione di uno spazio transizionale”, spazio di espressione, di ascolto, di creatività e condivisione di sé con l’altro. La creazione di tale spazio è premessa indispensabile per il realizzarsi di una seduta di arte terapia, durante la quale il ruolo attivo del soggetto-paziente non è solo verificabile sul piano teorico e verbale, ma anche e soprattutto sul piano pratico e creativo non verbale. Gli aspetti dinamici, fantasiosi e coinvolgenti che caratterizzano l’arte terapia, allora, ben si conciliano con la definizione di 2 Winnicott Donald (Plymouth, Devon, 1896 – Londra 1971), psicoanalista inglese, la sua attività di ricercatore e di analista si è concentrata sulla psicologia dell’età evolutiva e sulla psicoterapia infantile; di grande rilievo nella psicoanalisi postfreudiana sono stati i suoi contributi allo studio dei rapporti oggettuali primari, e in particolare del rapporto madre-bambino.

Anteprima della Tesi di Silvia Cottino

Anteprima della tesi: L'arte terapia in carcere: valenze terapeutiche e risocializzanti, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Silvia Cottino Contatta »

Composta da 151 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 11047 click dal 23/03/2005.

 

Consultata integralmente 23 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.