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L' interazione in irc

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E’ perciò inevitabile che cambiamenti nella struttura sociale macroscopica debbano poter essere osservati anche nel modo in cui gli individui si presentano, nelle strategie adottate per costruirsi una faccia conforme ai loro bisogni, oltre che nel modo in cui tali sceneggiati vengono rappresentati. Fatta questa premessa, si può già qui intuire che (nella visione postmoderna) se la modernità era un processo unitario volto al progressivo miglioramento delle condizioni d’esistenza dell’umanità, attraverso il suo prodotto principe -la scienza-, il decadimento di tale fiore all’occhiello e la sfiducia nelle sorti positive e progressive della civiltà deve comportare uno sconvolgimento enorme nella costruzione dell’identità, ed anzi è solo dopo tale sconvolgimento che si può vedere l’identità come una costruzione, anche perché essa non viene più avvolta dal mantello caldo della comunità e, come i migliori stilisti, l’individuo si deve inventare un vestito per ogni occasione, o decidere dove andare a prendersene uno. Viene così caricato di un significato più profondo il concetto di bricolage cognitivo formulato da Levy-Strauss (C.L.Strauss 1962), l’individuo, immerso nel flusso mediatico e denudato del suo supporto comunitario, ha come unico mezzo, per mantenere un equilibrio psicologico accettabile, quello di adattare simboli (ma sarebbe più corretto parlare, a questo punto, di simulacri), appartenenti a diversi sistemi di significato, alle sue inclinazioni “inconsce”, rendendo queste ultime un elemento del suo progetto riflessivo 6 ; è quest’ultimo concetto il punto d’unione tra le varie dimensioni dell’identità postmoderna, anche se la riflessività in questo approccio è vista in modo diverso da come la vedono i teorici che sostengono la continuazione delle conseguenze della modernità (il riferimento, lo si sarà intuito, è a Antony Giddens, Ulrich Beck, Scott Lash nel loro libro “ la modernizzazione riflessiva”), essa gioca un ruolo centrale nel determinare la forma che deve assumere il bricolage. Parlare del concetto di identità nella teoria postmoderna è parlare del tipo di riflessività che tale visione dell’identità presuppone, in quanto non esisterebbe un’“identità postmoderna” senza una riflessività postmoderna e inoltre i due concetti, che nella visione classica sono ben distinti, in questo approccio vengono quasi fusi: si hanno diverse possibilità di identificazione, ma ciò che ha reso possibile la nascita di tali grandi possibilità di scelta è stata la presa di coscienza che non esiste più un centro, come teorizza Z.Bauman, che la tradizione deve venire reinventata, ed ecco allora che la capacità che ogni individuo contemporaneo deve acquisire e far diventare simile ad un istinto è l’abilità nel valutare le proprie inclinazioni ed i discorsi dei vari attori sulla “piazza” e quindi saper scegliere la sistemazione più idonea per il proprio bisogno di identificazione, nella consapevolezza che non esistono più confini solidi, che i limiti (cioè tutto ciò che pone fine alla ricerca di senso) vengono continuamente spostati e che tale spostamento è vitale alla sopravvivenza del sistema (nelle doppia accezione di sistema sociale e sistema-identità); si è riaperto il dubbio verso la capacità umana di governare il proprio ambiente, tornando alla

Anteprima della Tesi di Marco Ferrieri

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Laurea liv.I

Facoltà: Sociologia

Autore: Marco Ferrieri Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

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