''Ma dove stanno i riti, professoressa?''. Interazione ed eventi esplicativi in contesti scolastici.

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9 • la presenza di indicatori linguistici (da congiunzioni come perché a verbi come, appunto, spiegare); • il riconoscimento, da parte dell’interlocutore, di relazioni explanans- explanandum, 1 esplicitate o meno dal parlante; • il fatto, evidente o meno, che il parlante divulga delle informazioni con autorità indiscussa; • un certo bisogno di sapere da parte dell’interlocutore. Sbisà (ibidem) accetta, quindi, i quattro tipi di spiegazione rilevati da von Wright (1971): causale, teleologica, quasi-teleologica e quasi- causale. Aggiunge, ancora, a queste tipologie esplicative, le “spiegazioni comunemente riconosciute come tali”, ossia, le spiegazioni di significato e, più precisamente, all’interno di queste distingue tra: definizioni, esempi, chiarimenti, parafrasi, esemplificazioni, quasi-commenti o interi enunciati metacomunicativi. 2 Sbisà (1989), approfondendo la descrizione del tipo di situazione comunicativa in cui le spiegazioni si possono verificare, ipotizza, inoltre, che la spiegazione possa essere considerata un atto illocutorio, avente, cioè, delle “precondizioni e [degli] effetti sulla situazione comunicativa in cui ha luogo” (ibidem: 94). 3 L’autrice, inoltre, tenendo presenti le quattro categorie fondamentali di atti linguistici illocutori, ripresi da Austin 1962 e presentati, 1 Sbisà riprende queste categorie da von Wright (1971), che in una spiegazione individua un explanandum (il fenomeno da spiegare) e un explanans (la condizione necessaria e/o sufficiente dell’explanandum). Ad esempio, in: “Il terreno è bagnato perché ha piovuto”, l’explanans ,“ha piovuto”, espone una condizione sufficiente dell’explanandum “Il terreno è bagnato” (Sbisà 1989: 73). 2 La metacomunicazione consiste “nel comunicare a proposito della situazione comunicativa in corso di svolgimento e […] può implicare l’uso di espressioni metalinguistiche [con cui, cioè si parla del linguaggio] ma anche consistere in indicazioni e impliciti suggerimenti su come interpretare ciò che sta succedendo. Inoltre nella metacomunicazione si chiariscono sia aspetti linguistici, sia aspetti extralinguistici della situazione comunicativa” (Sbisà 1989: 80). 3 Gli atti linguistici sono oggetto di studio della pragmatica linguistica. In particolare, si distingue tra atto locutorio (proferire un enunciato fornito di senso e struttura grammaticale), atto illocutorio (una frase che, quando pronunciata, costituisce per se stessa un’azione e opera una trasformazione, riguardante le modalità di “potere”, “dovere” e “sapere”) e atto perlocutorio (che provoca un effetto sull’ascoltatore) (Austin 1962 e Searle 1969).

Anteprima della Tesi di Paola Manganaro

Anteprima della tesi: ''Ma dove stanno i riti, professoressa?''. Interazione ed eventi esplicativi in contesti scolastici., Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Paola Manganaro Contatta »

Composta da 186 pagine.

 

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