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A partire da Marcel Mauss: il paradosso del dono fra reciprocità e dispendio.

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5 assistere a un avvenimento decisivo dell’evoluzione scientifica. Il fatto è che, per la prima volta nella storia del pensiero etnologico, era stato compiuto uno sforzo per trascendere l’osservazione empirica e cogliere realtà più profonde. Per la prima volta, il fattore sociale cessa di dipendere dal dominio della qualità pura: aneddoto, curiosità, materia di descrizione moraleggiante o di comparazione erudita, e diventa un sistema, tra le cui parti è possibile scoprire connessioni, equivalenze e solidarietà” 3 . Il dono, dunque, proprio perché offre, secondo Mauss, uno sguardo generale e organico attraverso cui considerare le società arcaiche, è certamente un fenomeno complesso. Leggendo questo saggio, del resto, si ha quasi l’impressione che parli di altro: di economia, di religione o di diritto, ma non di dono. Nell’immaginario comune, infatti, qualora non sia rinnegato come semplice ipocrisia, il dono evoca piuttosto la sfera privata, dell’intimità, ben lontana dalle questioni economiche o giuridiche: una sorta di nicchia protetta dal contagio dell’interesse in cui dovrebbero dominare solamente i sentimenti più sinceri e la generosità più autentica. Il primo passo che sarà necessario compiere per poter accedere al valore “rivoluzionario” di questo saggio, consisterà, dunque, nello scrollarci di dosso ogni forma di pregiudizio che circonda il dono. Innanzitutto, dunque, si dovranno porre in discussone le due principali e più “comuni” interpretazioni del dono: quella economica, che riduce lo scambio-dono al volto ipocrita dell’interesse e quella “etico-teologica”, che, al contrario, ma in modo complementare, esige che il dono sia totalmente puro e gratuito, non contaminato da comportamenti interessati. Molto probabilmente, tuttavia, il senso delle prestazioni arcaiche non potrà emergere con chiarezza, in semplice contrapposizione alla concezione più diffusa del dono, e questo proprio a causa della sua complessità, che rende difficile anche solo il parlarne in termini di paradigma: il potlatch e il kula hanno molti volti proprio perché sono “fatti sociali totali” ed ogni spiegazione, in quanto analitica, rischia di essere riduttiva ed incompleta. Il Saggio sul dono è, infatti, stato oggetto di studio, ammirazione ed ispirazione per molti ricercatori provenienti dalle più diverse discipline: il problema del dono ha interrogato e continua a interrogare con uguale forza sia filosofi, sia sociologi, antropologi ed etnologi, sia economisti. Inevitabilmente, di conseguenza, le interpretazioni e i punti di vista mutano, di volta in volta, a seconda dell’aspetto del dono che si predilige: per questo motivo sarà necessario 3 C.LEVI-STRAUSS, Introduzione all’opera de Marcel Mauss in M. MAUSS, Teoria generale della magia, tr.it. di F.Zannino, Torino 1965, p. XXXVII.

Anteprima della Tesi di Cristina Tagliabò

Anteprima della tesi: A partire da Marcel Mauss: il paradosso del dono fra reciprocità e dispendio., Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Filosofia

Autore: Cristina Tagliabò Contatta »

Composta da 198 pagine.

 

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