Ius ad bellum e ius in bello nel conflitto tra Stati Uniti e loro alleati contro l'Iraq

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

IUS AD BELLUM E IUS IN BELLO NEL CONFLITTO TRA STATI UNITI E LORO ALLEATI CONTRO L’IRAQ 12 motivazioni giuridiche di allora e di oggi addotte dai governi di Londra e Washington a sostegno del loro intervento armato 5 . Il corso diplomatico, nei lunghi mesi antecedenti all’inizio della Terza Guerra del Golfo, si caratterizzò per la presenza di due blocchi di Stati le cui posizioni, in relazione alla questione della liceità di un possibile intervento armato in Iraq, furono nettamente contrapposte: da un lato, principalmente gli Stati Uniti ed il Regno Unito; dall’altro, i restanti tre Paesi aventi diritto di veto in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (Francia, Federazione Russa e Cina). Infine, un terzo blocco fu guidato rispettivamente dalla Spagna, membro temporaneo del Consiglio di Sicurezza dal 1° gennaio 2003 e apertamente schierata a favore dell’asse Londra-Washington, e dalla Germania, entrata nel Consiglio di Sicurezza insieme alla Spagna e dichiaratamente orientata, invece, a sostenere l’asse Parigi-Mosca-Pechino 6 . La posizione della Santa Sede, inoltre, nettamente contraria all’intervento armato, contribuì a rafforzare politicamente la scelta dei Paesi contrari alle ragioni addotte dalla parte anglo-americana. La discussione sul ricorso alla forza armata nei confronti dell’Iraq tornò alla ribalta nell’estate 2002, allorquando il tema dell’inosservanza irachena delle risoluzioni ONU relative al disarmo nei settori chimico, batteriologico e nucleare tornò a monopolizzare l’attenzione del governo americano, in seguito alla fine dell’operazione militare alleata in Afghanistan, nell’ambito del nuovo scenario internazionale conseguente agli storici atti terroristici dell’11 settembre 2001 7 . 5 Si veda, ad esempio, la dichiarazione dell’Attorney General britannico, Lord Goldsmith, in risposta ad un’interpellanza parlamentare (Attorney General Clarifies Legal Basis for Use of Force Against Iraq, 18.03.2003, par. 7). Il testo è on line all’indirizzo http://www.fco.gov.uk. 6 Il tutto creò un “gioco” di dichiarazioni comuni, progetti di risoluzioni e memorandum tra i Paesi citati, a testimonianza del carattere chiaro della contrapposizione tra i vari governi sul merito della disputa (S. D. MURPHY, Use of Military Force to Disarm Iraq, in American Journal of International Law, 2003, p. 421 ss.). 7 Così in M. CARNELOS, La lingua come arma, cit. , p. 129.

Anteprima della Tesi di Daniele Giuseppe Sfregola

Anteprima della tesi: Ius ad bellum e ius in bello nel conflitto tra Stati Uniti e loro alleati contro l'Iraq, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Daniele Giuseppe Sfregola Contatta »

Composta da 225 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7659 click dal 20/04/2005.

 

Consultata integralmente 16 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.