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Riforme e conomiche e servizi sociali nel sudafrica post-apartheid: l'accesso all'acqua

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4 degli ultimi trecento anni di storia sudafricana, segnati dal colonialismo europeo e dall’ imposizione di una gerarchia razziale fondata sullo sfruttamento e la segregazione e culminata nel sistema dell’apartheid. 2 D’altra parte il fatto che alcuni bianchi siano stati parte del movimento di liberazione ha fatto sì che la contrapposizione all’interno del paese non abbia assunto una connotazione esclusivamente razziale ma anche e soprattutto politica, tracciando una linea netta tra attivisti (non solo neri) da una parte e coloro i quali contribuivano a perpetuare il sistema di segregazione dall’altra. Nel momento culminante della lotta di liberazione, segnato dall’insurrezione delle townships (sobborghi urbani) alla fine anni degli anni Ottanta, pochi bianchi continuarono il loro lavoro quotidiano all’interno delle comunità nere per paura di diventare bersaglio di attacchi sconsiderati, tuttavia in molti hanno proseguito nella loro azione di appoggio e supporto della lotta. Nonostante la consapevolezza che - per citare le parole di Steve Biko - “in ultima analisi nessun bianco può sfuggire dall’essere membro del partito degli oppressori”, tali persone hanno voluto fare proprie le istanze di liberazione delle masse nere. 3 Anche ad essi, soli, in mezzo ad una maggioranza bianca a favore dell’apartheid, va una piccola parte del merito per cui è oggi possibile entrare in una township ed essere accolto in maniera fraterna. 2 Nel 1652 la Compagnia delle Indie Orientali, di proprietà olandese trovò nel Capo di Buona Speranza un ottimo avamposto per i propri commerci. Nel 1795 gli Inglesi, in seguito all’indebolimento della potenza mercantile olandese, invasero il Capo e assunsero poi il controllo della colonia. L’apartheid, sistematico programma di ingegneria sociale volto a mantenere e rinforzare le politiche segregazioniste bianche (politica ufficiale del governo nazionalista dal 1948) si basava su quattro idee: la popolazione sudafricana comprendeva quattro “gruppi razziali” – Bianchi, Coloured, Indiani e Africani; i Bianchi avevano il controllo assoluto dello Stato; gli interessi dei Bianchi dovevano prevalere su quelli dei Neri; il gruppo razziale bianco formava una nazione singola, mentre gli Africani appartenevano a dieci “nazioni”distinte: cfr. L. Thompson, A history of South Africa, cit., p. 190. 3 S. Biko, I write what I like. A selection of his writings. Picador Africa, 2004, p. 24. Nel 1968 Biko fondò l’organizzazione studentesca esclusivamente nera SASO (South African Students Organization), alla cui base era l’ideologia della Black Consciousness, secondo cui tutte le vittime del razzismo bianco dovevano unirsi e smettere di dipendere da organizzazioni influenzate dai bianchi. Le idee di Biko e della Black Consciousness penetrarono nelle scuole ed ebbero un ruolo importante nel creare le condizioni per la rivolta di Soweto (1976), primo momento di ribellione generalizzata all’apartheid, il cui motivo scatenante fu l’introduzione dell’Afrikaans come lingua di insegnamento nelle scuole. Nel 1977 il governo dichiarò SASO illegale e arrestò e uccise di percosse Biko.

Anteprima della Tesi di Antonio Senta

Anteprima della tesi: Riforme e conomiche e servizi sociali nel sudafrica post-apartheid: l'accesso all'acqua, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Antonio Senta Contatta »

Composta da 130 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.