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Flessibilità e precarietà: storie di lavoro atipico

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15 I due aspetti del rischio - i suoi lati positivi e negativi - sono evidenti fin dagli inizi della società industriale moderna. Il rischio è il dinamismo che muove una società legata allo scambio, che intende determinare il proprio futuro anziché lasciarlo alla religione a alla tradizione. Un esempio è il capitalismo moderno che si innesta nel futuro calcolando i profitti e le perdite come un processo continuo ed è normale desiderare di ridurre il più possibile molti rischi. Questo spiega perché l’idea di rischio si accompagna a quella di assicurazione. Non solo quelle private o commerciali ma lo stesso welfare state è essenzialmente un sistema di gestione del rischio. Se, infatti, il rischio è sempre stato pensato come un modo di affrontare il futuro, di gestirlo e di condurlo sotto il nostro dominio nella società post moderna, i nostri tentativi di controllare il futuro tendono a ritorcersi contro di noi, costringendoci a considerare modi diversi di rapportarci con l’incertezza. Ci sono due tipi di rischio: il primo è il rischio esterno cioè proveniente dagli elementi fissi della natura e della tradizione; il secondo è il rischio costruito, cioè riconducibile all’impatto della nostra conoscenza manipolatoria sul mondo. In tutte le culture tradizionali e anche nella società industriale fino alla soglia dell’epoca attuale, gli esseri umani si sono preoccupati dei rischi derivanti dalla natura esterna: cattivi raccolti, inondazioni e pestilenza. A un certo punto, tuttavia (molto recentemente in termini storici) abbiamo cominciato a preoccuparci meno di quello che la natura può farci, e più di quello che noi stiamo facendo alla natura; ciò segna la transizione dal predominio del rischio esterno a quello del rischio costruito. Siamo tutti coinvolti nella gestione del rischio. Con l’estendersi del rischio gli stati devono collaborare fra loro, poiché sono ben pochi i rischi di nuovo genere che riguardano singole nazioni.

Anteprima della Tesi di Sara Bedon

Anteprima della tesi: Flessibilità e precarietà: storie di lavoro atipico, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze dell'Educazione

Autore: Sara Bedon Contatta »

Composta da 143 pagine.

 

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