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L'autoefficacia percepita come moderatore dello stress occupazionale: il caso Hitachi - Italia

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11 Tale “slancio” d’interesse ha portato, tuttavia, anche al proliferare, accanto alle pubblicazioni più rigorose, di innumerevoli studi dal carattere divulgativo che tendono ad assumere il termine stress in un’accezione troppo generica e onnicomprensiva col rischio di minare la qualità dell’impegno di approfondimento dedito a questo tema e il valore degli esiti possibili. Questo genere di letteratura, certamente recente, rende difficile riuscire a fare chiarezza in merito al vero significato del termine “stress”. La confusione deriva dall’uso distorto che ne viene fatto, volendo indicare con questo termine “qualsiasi segnale, sintomo, stato di disagio della relazione tra individuo e organizzazione, al di là di una più precisa concettualizzazione che tenga effettivamente conto di percorsi causali più o meno complessi”. 4 Per avere un quadro sufficientemente ampio e dettagliato delle innumerevoli sfumature di significato attribuite al costrutto di “stress” saranno mostrate, nello sviluppo di questo capitolo, le definizioni date dai pionieri della ricerca scientifica sull’argomento. Nel desiderio, tuttavia, di fornire immediatamente una definizione univoca del termine, libera dall’alone di significati impropri entrati nel senso comune, occorre chiarire innanzitutto che, da un punto di vista etimologico, il termine “stress” è passato dal significato iniziale di avversità, difficoltà, afflizione, a quello più recente di pressione, sollecitazione, tensione o sforzo, ed è frequentemente usato per indicare una “spinta a reagire” esercitata sull’organismo da diversi stimoli sia esterni all’individuo, sia interni (stressors). Ciò che portò il “padre dello stress”a formulare la sua definizione scientifica del termine, fu l’ipotesi, corroborata dai suoi studi, che esistesse, nei meccanismi biologici che presiedono alle risposte di adattamento di un organismo a fronte di un agente nocivo, un insieme di segni e di sintomi tra loro correlati e coerenti tale da far pensare all’esistenza di una sindrome generalizzata di risposte, denominata, successivamente, “sindrome generale di adattamento” (SGA) o, facendo riferimento alla metallurgia, “stress”. 4 G. P. Quaglino, Appunti sul comportamento organizzativo, Tirrenia Stampatori, Torino, 1992, p. 137.
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L'autoefficacia percepita come moderatore dello stress occupazionale: il caso Hitachi - Italia

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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Girola
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Francesco Prof. Paoletti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 285

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Parole chiave

autoefficacia percepita
empowerment
hitachi
self-efficacy
stress
stress occupazionale

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