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Emozioni al lavoro: uno studio nella ASL NA 5

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8 “Il presupposto che le emozioni siano intrinsecamente irrazionali e che il pensiero non emotivo sia intrinsecamente razionale è una contrapposizione sbagliata” Oatley 1.2 Il superamento dell’antagonismo emozione-cognizione con le teorie cognitive E’ stato solo negli anni ’60 che gli esponenti delle teorie cognitive delle emozioni per pri- mi hanno posto le basi per un avvicinamento tra cognizione ed emozione. (Bellelli, 1995) Essi hanno cercato di collegare il comportamento emozionale, non solo a fattori puramente biologici, ma anche al giudizio e alla valutazione del contesto. Queste teorie, quindi, supe- rano la distinzione fra processi cognitivi ed emozionali e anzi ne mettono in risalto i legami funzionali. (Lombardo e Cardaci, 1998) Tre sono i filoni in cui si raggruppano tali teorie: le teorie interpretative (Schacter e Singer, 1962; Mandler, 1984); le teorie delle valutazioni cognitive (appraisal) e delle ten- denze all’azione (Arnold, 1960; Frijda, 1986; Smith ed Ellsworth, 1985, Roseman, 1991; Scherer, 1984); e le teorie della rappresentazione cognitiva (categoriale e schematica) (Fehr e Russel, 1984; Shaver et al., 1987; Conway e Bekerian, 1987) Secondo le teorie interpretative l’emozione è composta da uno stato di attivazione dell’organismo (arousal) e dalla conseguente interpretazione cognitiva della situazione. Questi processi non hanno in sé nulla di emotivo ma operano, attraverso processi di attri- buzione causale, al fine di definire la qualità dell’esperienza emotiva. Schachter e Singer (1962), per esempio, in un esperimento manipolano l’attivazione fisio- logica, le aspettative e il contesto situazionale, concludendo che l’emozione può essere considerata come uno stato di risveglio fisiologico e di una cognizione appropriata a questo stato. E’ la cognizione che determina se lo stato di attivazione sarà etichettato come gioia, paura, rabbia, ecc. Anche Mandler (1984) distingue tra attivazione (arousal) dell’organismo e interpretazione cognitiva. Egli sostiene che l’arousal è la percezione dell’attività del sistema nervoso sim- patico. Si tratta, però, di una percezione globale e indifferenziata che non può contribuire a definire la qualità delle emozioni o a distinguerle l’una dall’altra. Secondo questo autore, l’esperienza emotiva è il risultato dell’interazione tra l’attivazione del sistema nervoso au- tonomo e un’elaborazione cognitiva, che si basa sull’analisi del significato che gli eventi hanno in rapporto alle aspettative della persona. Tale elaborazione è responsabile della qualità e del contenuto delle emozioni. Secondo Mandler, l’esperienza emotiva richiede dunque la consapevolezza da parte dell’individuo dei fattori che determinano il processo emotivo. Le teorie delle valutazioni cognitive (appraisal) e delle tendenze all’azione sostengono che il sorgere di un’emozione è connesso alla valutazione di una situazione e che, patterns di risposte
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Emozioni al lavoro: uno studio nella ASL NA 5

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Informazioni tesi

  Autore: Raffaella La Mura
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia del lavoro e delle organizzazioni
  Relatore: Maria Teresa Giannelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

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