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Il sistema radiotelevisivo tra pubblico e privato. Una proposta di legge di iniziativa popolare

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comunicazione o alle controversie inesauste che suscita la ricerca di uno statuto ottimale per le strutture pubbliche della comunicazione, come in Italia il servizio pubblico radiotelevisivo della Rai. Lo sviluppo rapidissimo dei mezzi di comunicazione, il fatto che essi siano diventati oggetto di imprese economiche e, soprattutto nei regimi totalitari, strumento di poteri politici, ha messo in luce, in tempi recenti, un aspetto relativamente imprevisto della relazione che intercorre fra comunicazione e libertà. Dopo l’affermazione della libertà di comunicazione con tutte le sue implicazioni, si profila con una certa insistenza un problema in certo senso rovesciato: la domanda di una “libertà dalla comunicazione”. L’affermazione suona paradossale. E tuttavia, sempre più spesso, soprattutto con riferimento agli strumenti elettronici e telematici, si vengono imputando a questi mezzi inconvenienti e malanni che derivano non solo dai contenuti trasmessi, ma anche dalla loro pervasività, se non dalla loro stessa esistenza. Si imputa loro l’inaridirsi della comunicazione interpersonale; la passività che inducono nei ricettori rispetto ai contenuti; l’eccesso di informazioni che sovrasta il discernimento di un supposto ricettore di media formazione; la diffusione di comportamenti moralmente discutibili; la riduzione della politica a spettacolo…e l’elenco potrebbe continuare. Maestri e intellettuali sollevano problemi. Il Card. Martini, arcivescovo di Milano, che pure è stato l’uomo di Chiesa che ha esplorato con più insistenza e profondità le opportunità offerte dal mondo della comunicazione, propone che di tanto in tanto ci si astenga dal video 7 (Martini, 1990 e 1991). Il filosofo Karl Popper (1994) ha scritto un saggio severo su Cattiva maestra televisione, preoccupato soprattutto dell’effetto sui minori; si solleva il problema della diffusa dipendenza dei mezzi dal mercato pubblicitario e conseguentemente dalla ‘qualità’ dell’ascolto, che comporta fatalmente un abbassamento del livello qualitativo e un diffuso appiattimento della programmazione 8 . La pervasività dalla comunicazione moderna minaccerebbe la libertà, quanto meno nel senso di alterare il personale e autonomo processo formativo dei soggetti, singoli o comunità, come la famiglia già insidiata da tanti altri fattori. 7 MARTINI C. M., Il lembo del mantello. Per un incontro tra Chiesa e mass media, Centro Ambrosiano, Milano, 1991; 8 POPPER K. - CONDRY J., Cattiva maestra televisione, Donzelli, Milano, 1994; (p. 48-49) 6
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Il sistema radiotelevisivo tra pubblico e privato. Una proposta di legge di iniziativa popolare

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Informazioni tesi

  Autore: Davide De Mitri
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università per stranieri di Perugia
  Facoltà: Lingua e Cultura Italiana
  Corso: Pubblicità e comunicazione d'impresa
  Relatore: Alejandro Marcaccio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 110

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Parole chiave

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comunicazione
correttezza informativa
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