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Fra governance e programmazione partecipata: il Piano Sociale di Zona nel distretto di Sondrio

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12 localizzazione dei servizi sul territorio e infine della partecipazione attiva dei diversi soggetti sia pubblici sia del terzo settore alla costruzione delle nuove politiche sociali. 2. La riforma del sistema socio-assistenziale: la legge n. 328/2000; i principi, gli obiettivi, le potenzialità La riforma del sistema socio-assistenziale varata con la legge 328, approvata l’8 novembre 2000, definita “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”, può essere considerata il primo intervento legislativo organico che ha la finalità primaria di riorganizzare il sistema socio-assistenziale italiano, colmando il vuoto legislativo di un secolo. Infatti dal 1890, vale a dire dalla legge Crispi, in italia non si è più arrivati all’elaborazione di una legge quadro di riforma dell’assistenza, è invece prevalso, in materia sociale, un panorama legislativo frammentato e disomogeneo. Si può comunque affermare che alcuni provvedimenti legislativi specifici, nella seconda metà degli anni ’90, hanno aperto la strada alla legge 328; in primo luogo la legge 285 del 1997 4 che aveva lo scopo di promuovere diritti e opportunità per l’infanzia e l’adolescenza, in secondo luogo il decreto legislativo n. 237 5 del 1998, che regolava l’introduzione sperimentale dell’istituto del reddito minimo di inserimento in alcune Welfare delle responsabilità, ovvero di un Welfare che può essere definito plurale, perché costruito e sorretto da responsabilità condivise, in una logica di sistema allargato di governo, che valorizzi il federalismo solidale (…)”. 4 Cfr. Legge 28 agosto 1997, n. 285, Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza. 5 Cfr. D.lgs. 18 giugno 1998, n. 237, Disciplina dell’introduzione in via sperimentale, in talune aree dell’istituto del reddito minimo di inserimento, a norma dell’articolo 59, commi 47 e 48, della l. 27 dicembre 1997, n. 449. L’art. 1, comma 1 del d.lgs. definisce il reddito minimo di inserimento “una misura di contrasto della povertà e dell’esclusione sociale attraverso il sostegno delle condizioni economiche e sociali delle persone esposte al rischio della marginalità sociale ed impossibilitate a provvedere per cause psichiche, fisiche e sociali al mantenimento proprio e dei figli.”.
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Fra governance e programmazione partecipata: il Piano Sociale di Zona nel distretto di Sondrio

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Informazioni tesi

  Autore: Lucia Marveggio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Lavinia Bifulco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

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Parole chiave

cooperazione sociale
governance locale
piano di zona
programmazione partecipata
pubblica amministrazione
servizi socio-assistenziali
sussidiarietà orizzontale
terzo settore

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