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Senza Confini

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Senza Confini 9 Assumendo il sistema della comunicazione urbana come sua propria referenzialità, anziché opporvisi, questo lavoro tende a mettere in luce le possibilità di un uso alternativo di questo stesso apparato, lavora all’interno di un processo spingendolo in avanti, forza il sistema comunicativo della metropoli contemporanea alla ricerca di momenti emancipativi. Un luogo antagonistico allo spazio concitato della comunicazione metropolitana è indubbiamente il parco. Soprattutto negli Stati Uniti e nel Nord Europa si è diffuso un gusto per gli spazi residuali, i luoghi abbandonati o desertici di cui vale la pena di discutere. In effetti ciò che si usa denominare col termine terrain vague è stato per anni oggetto di preoccupazioni da parte di una cultura che, affrontando il fenomeno esclusivamente sociale ed economico, ne ha restituito un’immagine di puro degrado. È attraverso lo sguardo di alcuni artisti come Mary Miss1 che questi luoghi abbandonati sono stati presi in considerazione da un punto di vista estetico, non più come ambiti da cui rifuggire, ma al contrario con una attitudine romantica tesa alla ricerca del sublime nelle pieghe della civiltà contemporanea. A differenza dei minimalisti, che i genere si sono dedicati a singole opere astratte, Miss ha tentato di costruire non oggetti, ma luoghi. In teoria questo approccio dovrebbe consentire a spazio e memoria di condensarsi in forme che comincino a suggerire qualcosa che trascende, ad affermare qualcosa che non sia soltanto la propria esistenza oggettiva. I progetti di Miss rappresentano tentativi di coinvolgere l’osservatore riferendosi a 1 Mary Miss è una scultrice che vive e lavora a New York. Le sue istallazioni sono in diretta relazione con l'ambiente fisico nel quale si collocano, in un certo senso "nascono dal luogo in cui sono costruite", con l'esplicita intenzione di provocare un'esperienza emotiva nell'osservatore. Il suo lavoro, spesso basato sul legame dialettico tra lo spazio naturale e quello costruito dall'uomo, intende far esplorare nuovi modi per ridefinire la relazione tra questi due ambienti. La sua ricerca si e' espressa in istallazioni temporanee all'aperto, in esposizioni in ambito museale, in strutture urbane permanenti. Le modificazioni di scala, il rapporto con il contesto la relazione con l'osservatore conferiscono al suo lavoro un carattere fortemente architettonico. I progetti di Mary Miss godono di riconoscimento a livello internazionale. "Quello che mi attrae molto è cercare di collegare il noto con l'ignoto. Non mi spingerei a dire che il mio lavoro è creare un mondo immaginario. Piuttosto mi interessa esplorare i confini - fisici spaziali o emotivi - che diamo per scontati... (...) Voglio, e questo è il punto fondamentale, che il mio lavoro abbia un contenuto emotivo o psicologico in qualche modo toccante. (Mary Miss).
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Senza Confini

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Informazioni tesi

  Autore: Nadia Melgrani
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Accademia di Belle Arti
  Facoltà: Arte e comunicazione multimediale
  Corso: Urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale
  Relatore: Jacquiline Ceresoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

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