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Reddito minimo di inserimento un'occasione mancata

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9 Stando ai dati Istat (2005) nel 2004 le famiglie residenti in Italia che vivono in condizione di povertà relativa sono 2 milioni 674 mila, pari all’11,7% delle famiglie residenti, per un totale di 7 milioni 588 mila individui, il 13,2% dell’intera popolazione. In base all’indagine dello stesso Istituto riferita ai consumi, nel periodo 1980-97, il tasso di povertà relativa sarebbe cresciuto di quasi 3 punti percentuale (Boeri Perotti, 2002 pag. 43). Nel periodo 1997-2003, la povertà relativa è rimasta sostanzialmente invariata fino al 2001, per poi registrare un’importante flessione nel 2002, confermata nel 2003. Mentre la povertà assoluta ha registrato maggiori oscillazioni nel periodo 1997-2000 (dal 4,6% al 4,3%), si è poi assestata nel 2002 8 (Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale, 2004 9 ). Nell’anno 2003 la soglia di povertà relativa per una famiglia di due persone è risultata pari a 869,50 Euro, corrispondente alla spesa media pro-capite per consumi di quell’anno, con una oscillazione tra 521,70 euro per un solo componente e 2.086,80 euro per sette o più componenti (Ibidem). La diffusione della povertà appare significativamente in crescita tra le famiglie più numerose (tra quelle di cinque o più componenti passa dal 21,1% al 23,9%); il gap cresce all’aumentare dei familiari a carico, non solo per quanto riguarda le famiglie povere ma anche per l’insieme complessivo delle famiglie 10 (Ibidem). L’Italia è l’unico Paese europeo in cui il rischio relativo di povertà (cioè l’incidenza della povertà in una determinata categoria, relativamente all’intera popolazione) è più elevato tra le famiglie con due adulti rispetto a quelle con un solo adulto (Boeri Perotti, 2002 pag. 48). In generale si scorge la difficoltà delle famiglie più numerose ad espandere le loro spese a causa delle limitate risorse, che impongono un orientamento semiforzato alla parsimonia 11 (Rap. Povertà, 2004). Va sottolineato che lo scarto di 99 euro in meno o in più dalla linea di povertà relativa definisce un’area di permanente incertezza tra peggioramento e miglioramento delle condizioni economiche; si può quindi concludere che 7 famiglie italiane su 100 vivono in 8 Su un valore del 4,2%, dato dell’ultimo anno disponibile. In Italia i livelli di povertà sotto la soglia sono aumentati perché i redditi medi reali non sono cresciuti (Förster Pearson 2002). 9 Che per comodità chiameremo Rap. Povertà, 2004. 10 Soprattutto quando almeno un figlio è minore e/o le coppie con persona a carico hanno almeno 65 anni. 11 I livelli di spesa più contenuti tra le famiglie numerose sono anche giustificati dal fatto che la maggioranza di tali famiglie risiede nel Mezzogiorno del Paese.
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Reddito minimo di inserimento un'occasione mancata

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Giubileo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Paolo Barbieri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

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