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Il patto per il lavoro di Milano

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_ quello sostanziale e contenutistico, nelle sue componenti della politica sociale e degli istituti normativi utilizzati per attuarla. La politica sociale europea dopo il Trattato di Amsterdam del 97 da una parte, il diritto interno dopo l’avvio del decentramento Amministrativo dall’altra, unitamente alle esigenze economiche collegate al tema dell’occupazione, hanno favorito l’attribuzione di un’importanza crescente al sistema del confronto tra le parti sociali e del metodo della concertazione. Ciò ha permesso l’emergere di una nuova classe di accordi di natura territoriale tra i quali s’inserisce il patto di Milano. Negli ultimi anni sia i metodi della contrattazione sindacale che le politiche del lavoro hanno subito profondi cambiamenti. L’argomento trattato si trova a cavallo di tale duplice mutamento, a sua volta indotto dall’evoluzione della situazione economica e produttiva ancora non stabilizzata. Ciò lo rende complesso ed ha attirato l’interesse degli studiosi, tanto più che il patto si profila come una soluzione innovativa a livello locale, sotto ambedue gli aspetti, del problema dell’occupazione. Si tratta inoltre di un accordo triangolare locale che per la prima volta è direttamente collegato, quanto ad attuazione, con gli strumenti del decentramento amministrativo: ciò rende il patto di Milano particolare rispetto a precedenti accordi di concertazione. Lo schema dei rapporti sindacali seguito dal patto, è stato definito un metodo di “dialogo sociale in stile europeo” 5 ma corrisponde anche alle linee attuali delle relazioni sindacali e della politica del lavoro italiana e soddisfa le caratteristiche tecniche del decentramento amministrativo. L’affermazione degli studiosi si concentra sul fatto che il patto di Milano è un prototipo di modello concertativo in stile europeo sia sotto l’aspetto del dialogo fra le parti sociali che delle politiche attive per l’occupazione. Il patto mette in discussione il rapporto con la struttura a doppio livello del sistema contrattuale; coglie la delega data dalla legge 56 dell’87 al Contratto Collettivo in materia di apposizione del termine di durata e regolamenta autonomamente tale clausola contrattuale per l’ambito milanese e per uno specifico settore del mercato del lavoro. Capitolo I L’intesa 1.1 Descrizione L’accordo viene sottoscritto il 2 febbraio 2000 da Comune di Milano, Provincia, Regione Lombardia e da alcune tra le maggiori associazioni e confederazioni Sindacali dei lavoratori e degli Imprenditori presenti sul territorio milanese: CISL, UIL, CISAL, UGL, Assolombarda, Unione del Commercio, Api Milano, APA Confartigianato, CLAAI Unione prov. Milano, CNA, CISPEL, 5 Marco Biagi, Diritto delle relazioni industriali, n.2-2000, “ Il Patto di Milano: un’intesa pilota “. 6
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Il patto per il lavoro di Milano

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Candeo
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Consulente del lavoro
  Relatore: Adriana Topo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 97

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