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La Banca d'Italia: struttura e indipendenza

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7 Con la suddetta disposizione si disciplinava il settore creditizio e i suoi organi di governo. La nuova struttura gerarchica era composta da un Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, organo politico amministrativo, che unifica tutte le attribuzioni concernenti materie del risparmio e del credito e la relativa sorveglianza, e dall’Ispettorato per la tutela del risparmio e l’esercizio del credito, organo esecutivo con a capo il Governatore della Banca d’Italia. Tale struttura di comando, pensata per unificare le funzioni di comando politico e di vigilanza, prima ripartite fra il ministro delle Finanze e il ministro dell’Agricoltura, finisce per essere il risultato di decisioni dell’Ispettorato del credito e della Banca d’Italia. Con questo decreto la Banca d’Italia, inoltre, è trasformata da società anonima ad ente di diritto pubblico, avente un patrimonio diviso tra enti di previdenza, assicurazioni e credito. La legge del 1936 5 che trasforma la Banca d’Italia in ente di diritto pubblico non prevede la nazionalizzazione del capitale della Banca, ma solo la sostituzione degli azionisti con un consorzio di enti pubblici, che devono sottoscrivere il nuovo capitale sociale di trecento milioni di lire. La struttura interna della Banca sostanzialmente non cambia, si sostituisce l’assemblea degli azionisti con l’Assemblea dei partecipanti; è snellito il numero dei membri del Consiglio superiore; nulla è modificato per quanto riguarda il Governatore, il Direttore Generale e il Vicedirettore che costituiscono il direttorio. Sono immutati anche le procedure di nomina delle figure precedenti, nominati e revocati dal Consiglio superiore, salvo approvazione governativa, e non soggetti a scadenza di mandato. La precedente normativa introduce un fattore nuovo, importantissimo, il cosiddetto regime d’incompatibilità, cioè l’impossibilità di una persona di ricoprire sia una carica di carattere politico, sia di far parte dei consigli della Banca, che rafforza l’indipendenza della nostra Banca centrale rispetto al governo. 5 P.Galea, “Banche, moneta e credito in Europa e in Italia tra XVIII e XX secolo”, Milano, 2003, pag.406-410.
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La Banca d'Italia: struttura e indipendenza

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Informazioni tesi

  Autore: Thomas Deponti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Filippo Pizzolato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 54

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