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I delitti contro la personalità individuale

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alla pirateria per rendere possibile la visita sulle navi sospette 20 . Il duca di Wellington, rappresentante inglese, sosteneva che solo riconoscendo agli Stati contraenti il diritto di visita alle navi sospette, da effettuarsi dai rispettivi funzionari a ciò addetti, si sarebbe potuto in qualche modo limitare la tratta stessa. Tuttavia, la proposta inglese incontrò notevoli opposizioni soprattutto dalle Francia, preoccupata che il diritto di visita, allo scopo di eliminare la tratta, potesse essere usato anche per fini diversi da quello per cui era stato istituito. Inghilterra e Francia arrivarono, comunque, a concludere un accordo in materia nel 1831, cui aderirono anche il Regno Sardo nel 1834 e la Toscana nel 1838. Tuttavia, fu possibile stabilire una vigilanza sulle navi, allo scopo di impedire il commercio degli schiavi sui mari, solo con il Trattato di Londra del 1841, tra Inghilterra, Austria, Prussia e Russia. In particolare, oltre all’ abolizione della tratta degli schiavi in Africa, si prevedeva che ognuno dei contraenti concedesse agli altri il diritto reciproco di visita a bordo dei vascelli sospetti di tratta nelle acque africane, escluso il Mediterraneo, e il diritto di giudicare i comandanti e gli equipaggi delle navi, adibite al trasporto degli schiavi e catturate dai funzionari delle parti stesse, qualunque fosse stata la nazionalità della nave 21 . Successivamente l’ Atto generale della Conferenza di Berlino del 26 febbraio 1885 vietò, specialmente all’ articolo 9, la tratta e le operazioni per mare e per terra dirette a consentire la stessa 22 . Le Potenze firmatarie assunsero l’ impegno di adoperare tutti i possibili mezzi per far cessare il commercio degli schiavi e punire coloro che lo esercitavano. In esecuzione di questo impegno l’ Italia, l’ Inghilterra, la Germania e 20 Il Congresso di Verona si svolse dal 9 al 14 ottobre 1822 e vi parteciparono i governanti di quasi tutti gli stati d’ Europa. Al Congresso furono discussi alcuni gravi problemi, quali il commercio dei negri, la pirateria nell’ Oceano Atlantico, la situazione italiana e i problemi causati dalla rivoluzione spagnola. 21 Al Trattato non aderì la Francia, preoccupata dei possibili abusi nell’ esercizio del diritto di visita, potendosi usare come pretesto per visitare qualsiasi nave il sospetto che si trattasse di navi negriere. Tuttavia, un diritto d’ inchiesta sulla bandiera si convenne nel 1845 con la Convenzione del 29 maggio 1845 fra l’ Inghilterra e la Francia. 22 La Conferenza di Berlino, detta anche Conferenza sul Congo, regolò la colonizzazione e il commercio europeo in Africa. Voluta da Bismarck, il primo cancelliere della Germania, vide come partecipanti i rappresentanti delle seguenti nazioni: Austria-Ungheria, Belgio, Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Russia, Spagna, Svezia, Norvegia e Impero Ottomano. La Conferenza iniziò nel 1884 e aveva lo scopo di sedare l’ enorme contenzioso sorto tra gli stati europei circa l’ occupazione del territorio africano, considerato res nullius. La Conferenza decise, quindi, di adottare norme internazionali che regolassero i criteri di occupazione. Gli stati firmatari avrebbero avuto, inoltre, diritto all’ esercizio del libero commercio nel bacino del Congo. Fu firmato un divieto internazionale della tratta degli schiavi. 17
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Informazioni tesi

  Autore: Consuelo Occhiuto
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giuseppe Mazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 210

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