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I delitti contro la personalità individuale

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Secondo molti studiosi, a determinare la decadenza della schiavitù nel mondo antico contribuì l’ avvento delle idee morali del cristianesimo 8 . In realtà, l’ innesto del cristianesimo sulla civiltà romana non modificò sostanzialmente l’ istituto della schiavitù. Lo stesso Pontefice Gregorio I se in una lettera incoraggia la manomissione degli uomini nati liberi, in altra riconosce la legittimità della schiavitù, almeno dei non battezzati 9 . Allo stesso modo la coscienza religiosa proibiva la riduzione in schiavitù dei prigionieri di guerra, ma solo a condizione che prima della cattura fossero già di fede cattolica. Lo scopo evidente era, quindi, quello di allargare la comunità dei credenti, non certo quello di combattere la schiavitù, pilastro dell’economia del mondo antico. Anche l’ invasione dei Longobardi e la forte germanizzazione del diritto e del mos italicus non muta sostanzialmente le cose, dal momento che anche i Germani conoscevano e praticavano la schiavitù 10 . Certo è che a mano che l’ Impero Romano comincia a contrarsi invece di espandersi cala enormemente il numero dei soldati nemici e delle popolazioni catturate; gli eserciti dei barbari spesso negoziano i loro prigionieri con quelli romani, ed in generale le persone si servono di ogni risorsa legale o sociale per non essere fatte schiave. Allora la schiavitù viene quasi del tutto sostituita con la servitù ad un datore di lavoro, in cambio di denaro o altri beni o servizi 11 ; la schiavitù diventa un mezzo di produzione marginale e desueto perché molto limitato numericamente, in quanto gli schiavi diventano una “ merce” rara e costosa. 8 BIONDI, Il diritto romano cristiano, Milano 1952 9 Si legge: “ illi qui Deum incipiunt habere patrem, servi hominis non debent esse ”. E ancora: “fieri ingenuo set ita baptizari”, Acta S. Sebastiani, in Acta Sanctorum ( Bollandus ), Ianuarii 2.2 1643 10 I Germani conoscevano, infatti, le figure dei servi casati o coltivatori dei fondi, che venivano considerati una pertinenza immobiliare, e dei servi ministeriales o homines manuales di rango più elevato. 11 Molto diffusa nel Medioevo fu la servitù della gleba, una figura giuridica che legava i contadini ad un determinato terreno. I servi della gleba coltivavano i fondi che erano dei proprietari terrieri pagando un fitto. Erano obbligati, inoltre, a determinate prestazioni di lavoro. Spesso erano tali per nascita e non potevano sottrarsi a tale condizione se non con il consenso del padrone del terreno. A differenza di ciò che avveniva nella schiavitù, i servizi cui i servi erano obbligati non avevano carattere generico, ma erano ben definiti. Inoltre, i servi della gleba, a differenza degli schiavi, non venivano considerati cose, ma persone con i propri diritti; avevano il diritto alla proprietà privata, sebbene limitata ai soli beni mobili, potevano sposarsi e avere figli ai quali lasciare un’eredità. Il proprietario del fondo non aveva il ius vitae ac necis sul servo, il quale, però, poteva essere venduto insieme alla terra, su cui aveva il diritto-dovere di restare. Si trattava comunque di un obbligo reciproco. Il signore, infatti, garantiva ai servi tutela militare e giuridica; il signore doveva assicurare, in particolare, l’ assistenza legale in corso di liti verso terzi. 10
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Informazioni tesi

  Autore: Consuelo Occhiuto
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giuseppe Mazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 210

FAQ

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