Le strategie di internazionalizzazione: il licensing in PH&T

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12 2) abbondante capitale e alto costo del lavoro. Queste due caratteristiche determinano esigenze particolarmente avanzate da parte dei consumatori. Vernon sottolinea come negli anni ’50 e ‘60 i consumatori americani fossero all’avanguardia nell’adottare la lavatrice o le magliette che non si stirano e le imprese nell’introdurre macchinari automatici sostitutivi di lavoro. Le imprese USA sono quindi in grado di capire l'opportunità di trasformare le nuove conoscenze in nuovi prodotti commerciabili, prima delle imprese di altri paesi. La comunicazione col mercato potenziale spinge ad innovare e sviluppare nuovi prodotti. Non a caso negli Stati Uniti e non altrove sono state create la macchina per cucire, la macchina da scrivere, il trattore ecc. Così, per quanto riguarda la plastica, il suo sviluppo in Germania può essere associato alla mancanza di materie prime e quindi alla percezione da parte delle imprese tedesche di un'esigenza particolarmente forte del mercato locale. In complesso, l'ipotesi di base del modello è che i produttori USA sono probabilmente i primi ad accorgersi dell'opportunità di introdurre nuovi prodotti destinati a consumatori ad alto reddito e a sostituire lavoro. Oltre ai costi dei fattori, forze localizzative potenti sono i problemi di comunicazione col mercato e le economie esterne, queste ultime intese come l’accesso alle fonti di nuove conoscenze e di capitale umano più avanzato. In sintesi, il modello propone una dinamica localizzativa articolata su quattro fasi (Fig. 1). Nella prima fase (introduzione del prodotto sul mercato) il prodotto, introdotto nel paese dal mercato più avanzato, è nuovo e non standardizzato. Il suo disegno è ancora incerto, come nel caso delle prime automobili, prima dell'affermazione della carrozzeria metallica. Anche le tecniche di produzione sono in uno stato fluido, e l'ottimizzazione dei costi è un problema che ancora non sussiste. C'è molta incertezza sulle dimensioni finali del mercato, sugli sforzi che faranno i rivali per accaparrarselo, sulle specifiche del prodotto che prevarranno. E' più importante per l'impresa la capacità di essere flessibile, di sperimentare vari modelli e materie prime e di apprendere, che non di ottimizzare. L'elasticità al prezzo del prodotto è bassa e le differenze di costo contano ancora poco. E' invece importante una localizzazione che favorisce un'immediata comunicazione col mercato e quindi l'impresa first comer sarà in esso localizzata, presto seguita da imitatori locali. Successivamente, nella seconda fase (sviluppo) si afferma uno standard di base, anche se ciò non implica uniformità in quanto si possono moltiplicare le tipologie e le varianti di prodotto (per esempio, si afferma l'automobile con carrozzeria metallica, ma al tempo stesso il mercato si suddivide nei vari segmenti delle automobili sportive, di piccola cilindrata ecc.). La domanda cresce rapidamente. Diminuisce il bisogno di flessibilità. Si ricercano e si affermano economie di scala. Il problema dei costi diventa significativo. Si riducono le incertezze anche se non c'è ancora una vera concorrenza di prezzo. Comincia a manifestarsi una domanda del prodotto anche in altri paesi, quelli a più alto reddito e più simili agli Stati Uniti anche in termini di alto costo del lavoro. Si comincia quindi ad esportare, in teoria fino a che, supponendo che le capacità produttive non siano pienamente utilizzate per soddisfare il mercato interno, la somma dei costi di trasporto più i costi marginali di

Anteprima della Tesi di Fabiana De Vito

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Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Fabiana De Vito Contatta »

Composta da 106 pagine.

 

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