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L'economia del settore vitivinicolo in Europa ed in Italia - Illustrazione dei percorsi economici per una riforma del settore

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-14- Questi paesi non posizionano i prodotti sugli stessi prezzi anche se, nel caso della Francia, il prezzo elevato degli champagne fa alzare la media. Nel 2004, con il dollaro debole, il prezzo medio del vino esportato dalla Francia era il doppio di quello dell’Italia, della Grecia e della Germania e il quadruplo del prezzo dell’Ungheria e della Spagna. Questo aspetto della politica per la qualità (v.q.p.r.d. a prezzo elevato) va tenuto presente quando si parla di volumi. Per i vini tedeschi è osservabile la tendenza ad un degrado relativo del prezzo. Divari identici si riscontrano nel Nuovo Mondo, con i vini australiani a prezzi molto più elevati, in media, rispetto ai vini americani e cileni. Il prezzo dei vini sudafricani, collocato tra i prezzi medi di Stati Uniti e Cile, ha superato questi ultimi per effetto del cambio. In Italia dopo un periodo di calo (1999-2003), nel 2004 le esportazioni sono tornate a crescere. Tuttavia a livello di valore la crescita si osserva a partire dal 2002, soprattutto sul mercato tedesco, ma la crescita è ancor più sostenuta negli Stati Uniti. I prezzi unitari dei vini italiani sono i più elevati sul mercato giapponese (4,5 USD/litro), negli Stati Uniti (4,5 USD/litro), in Svizzera (3,8 USD/litro) e in Canada (3,6 USD/litro). I prezzi sono in crescita anche nel Regno Unito e in Germania dove però partivano da un livello molto più basso, collocandosi a 1,7 USD/litro a grande distanza dai prezzi dei vini francesi. L’Italia esporta verso la Francia vini a basso prezzo (meno di 1 USD/litro) in quanto quest’ultima ha abbandonato una parte della produzione di vini da tavola e soddisfa la domanda interna con i vini da tavola italiani e spagnoli in base al loro prezzo corrente. Per la Francia i mercati più importanti sono, in termini di valore, il Regno Unito, gli Stati Uniti, la Germania, il Belgio e l’Olanda. A partire dal 2001 la Francia ha registrato una diminuzione del volume delle esportazioni verso questi mercati che per il resto sono in crescita. Il volume delle esportazioni spagnole è raddoppiato tra il 1995 e il 2004, tuttavia si osserva una flessione nel 2005. I partner più importanti della Spagna sono Francia, Germania, Regno Unito, Portogallo e Stati Uniti. Il caso spagnolo è un esempio di competitività basata sul prezzo. La Spagna ha raddoppiato il volume delle esportazioni nel giro di pochi anni. Per la prima volta nel 2005 il volume delle esportazioni di vino ha superato il consumo interno, a causa del forte aumento delle vendite verso l’estero dei vini da tavola sfusi iniziato nel 2003, essenzialmente con destinazione Francia e Portogallo. L’elasticità della domanda in rapporto al prezzo è stato determinante per la penetrazione dei mercati esteri. D’altro canto il volume delle esportazioni spagnole ha superato per la prima volta il volume delle esportazioni francesi, collocandosi al secondo posto nella classifica mondiale dei paesi esportatori di vino dopo l’Italia. La Germania, paese tradizionalmente produttore di vino, rientra tra i paesi europei esportatori ma per volume e valore si posiziona a grande distanza dai maggiori esportatori. I clienti più importanti della Germania sono il Regno Unito, l’Olanda e gli Stati Uniti. Tra i nuovi Stati membri l’Ungheria è il maggiore esportatore di vino, mentre gli altri paesi produttori soddisfano fondamentalmente la domanda interna. L’esportazione resta marginale e costituisce uno sbocco limitato alle specialità e ai prodotti di nicchia. Nel 2005 i paesi del Nuovo Mondo e dell’emisfero sud (principalmente Stati Uniti, Argentina, Nuova Zelanda e Sudafrica) rappresentavano il 23% del volume degli scambi mondiali, contro il 14% del 1998, l’8% del periodo 1991-1995 e solo il 3% medio dei cinque anni precedenti (1986-1990). Tra i grandi esportatori del Nuovo Mondo, l’Australia è riuscita ad aumentare sia il volume sia il valore delle esportazioni ininterrottamente dal 1996. Anche il Cile è riuscito ad aumentare i prezzi a partire dal 2001, tuttavia il prezzo medio rimane inferiore a quello degli Stati Uniti. Le esportazioni americane di vino sono destinate essenzialmente al mercato britannico nel quale il volume e il valore sono praticamente raddoppiati tra il 1999 e il 2004. Per quanto riguarda le altre destinazioni, come Canada, Olanda e Germania, le esportazioni degli Stati Uniti crescono dal 2002 sia in volume che in valore, mentre sono calate le esportazioni verso il Giappone. I due mercati più importanti per volume e valore delle esportazioni australiane sono il Regno Unito e gli Stati Uniti che in termini di valore si collocano allo stesso livello, mentre in termini di volume il Regno
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Informazioni tesi

  Autore: Marco Bruschi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Alberto Mattei
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

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