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L'economia del settore vitivinicolo in Europa ed in Italia - Illustrazione dei percorsi economici per una riforma del settore

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-10- Tra i paesi del Nuovo Mondo, Stati Uniti e Australia hanno registrato vendemmie record per due anni consecutivi (2004 e 2005). Nel 2005 si osserva una flessione della produzione europea e andamenti contrastanti fuori dell’UE-25: Stati Uniti, Cile e Australia hanno registrato una produzione record di vino mentre sono calati i raccolti in Nuova Zelanda e Sudafrica. In Argentina la produzione resta stabile. La produzione mondiale di vino (277 milioni di ettolitri) rimane da media a sostenuta, prossima ai valori registrati nel 1999 e 2000. Anche nei paesi PECO la produzione di vino si va stabilizzando dopo la flessione registrata nel periodo della transizione post-comunista, la perdita dei mercati, la privatizzazione, il calo della domanda, la liberalizzazione del mercato e l’aumento dei costi di produzione. In tutti i paesi le oscillazioni della vendemmia sono molto marcate a causa dell’imprevedibilità del fattore climatico, che è all’origine delle crisi congiunturali. Affacciandoci alle risultanze probabili nell’Europa a 27 possiamo verificare che in Romania la produzione oscilla attorno a 1,1 milioni di tonnellate di uva, mentre la Bulgaria ha registrato un calo della produzione nel periodo 2000-2005. La resa Analizzando le rese, occorre sottolineare le differenze tra livelli e tendenze. I livelli di resa sono legati, da una parte, alle condizioni climatiche e agronomiche e, dall’altra, alla tipologia dei vini prodotti. La produzione di vini bianchi nei paesi del Nord (Germania, Ungheria), con terreni fertili, favorisce rese elevate; viceversa la produzione che si ottiene nelle zone aride delle regioni meridionali porta a rese più modeste (Spagna). Negli altri paesi la resa media è il risultato sia della collocazione del vigneto sia degli orientamenti in termini di qualità: i v.q.p.r.d. e i vini a indicazione geografica hanno rese più basse rispetto ai vini da tavola. Nei paesi del Nuovo Mondo il livello elevato della resa è ottenuto con il controllo dello stress idrico tramite irrigazione. L’osservazione dell’andamento delle rese nel tempo tiene evidentemente conto delle fluttuazioni climatiche ma anche dei mutamenti nel sistema di produzione. In tale contesto, è possibile evidenziare l’andamento divergente tra UE e resto del mondo. Il caso più indicativo è quello della Spagna, dove la riconversione qualitativa della coltivazione viticola in Castiglia e nella Mancia ha prodotto un miglioramento delle rese medie di oltre il 50% rispetto agli ultimi dieci anni. Lo stesso fenomeno è riscontrabile nell’Italia meridionale. Ungheria e Austria mostrano una netta tendenza al rialzo. La resa media nei paesi del Nuovo Mondo supera in tutti i casi le 10 tonnellate per ettaro. Sul medio periodo si evidenziano poche tendenze nette. L’abbondante vendemmia del 2004 è stata particolarmente forte in Australia. Tra i nuovi paesi concorrenti, il Sudafrica e la Cina registrano dal 2000 un aumento delle rese. Gli altri grandi produttori hanno stabilizzato le rese nazionali. Il consumo Vedremo ora alcune tendenze dei consumi (4) di cui tener conto per adeguare il potenziale produttivo europeo. Sul lungo periodo è possibile distinguere varie fasi a livello mondiale: un aumento fino al 1975, dovuto in particolare dall’apertura degli scambi europei, una stagnazione durata sei anni (1975-1985) con un massimo di 290 milioni di ettolitri, poi un periodo di flessione di dieci anni (1985-1995) fino a raggiungere i 220 milioni di ettolitri (-20%). Dal 1995 si osserva un assestamento o una lenta ripresa del consumo, che nel periodo 2003-2005, secondo le stime dell’OIV, si colloca su una media di 235 milioni di ettolitri. Il consumo europeo nell’UE-15 rappresenta oltre il 55% del mercato mondiale e mostra un andamento leggermente diverso, con un calo che inizia alla fine degli anni Settanta per arrivare a metà degli anni 4 Vale la pena ricordare che il consumo rappresenta il principale uso commerciale della produzione (anche se non unico se si pensa ad acquavite, aceto, alcolici, ecc.). Le informazioni si basano sulle statistiche dell’OIV, che possono essere eterogenee: il consumo può comprendere l’autoconsumo o solamente i volumi commercializzati sul mercato interno.
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Informazioni tesi

  Autore: Marco Bruschi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Alberto Mattei
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

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