Una possibilità bilingue. La Bottega d'Europa di Caterina Cangià.

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Introduzione La Bottega d’Europa è una scuola di comunicazione situata nel quartiere Montesacro di Roma il cui scopo consiste nel formare alunni dai tre ai diciotto anni attraverso l’attività teatrale e la multimedialità interattiva “vissute” in lingua inglese. La realizzazione di tale ambizioso progetto è di suor Caterina Cangià, (soprannominata sisternet in virtù dell’impegno per la diffusione delle tecnologie multimediali nella didattica) una salesiana dell’ordine delle Figlie di Maria Ausiliatrice, da anni impegnata nella formazione della personalità umana basata su una visione olistica della stessa, che ne accentui le relazioni presenti nella globalità affettiva e cognitiva delle sue componenti. Suor Caterina fonda ufficialmente la Bottega d’Europa nel 1993 come associazione no-profit, ma il progetto si svolgeva in via sperimentale già negli anni Ottanta. Nata ad Alessandria d’Egitto, suor Caterina trascorre la sua infanzia immersa in una realtà multilinguistica e multiculturale, acquisendo la capacità di esprimersi in cinque lingue. Prosegue gli studi secondari in Francia e in Italia dove si unisce alle Figlie di Maria Ausiliatrice e parte come missionaria in Libano, esperienza che segnerà profondamente la sue scelte didattiche future. Nel 1981 si laurea in Scienze dell’educazione presso l’Ateneo Salesiano di Roma e nel 1992 con la tesi intitolata, un copione ipermediale nella glottodidattica infantile della lingua straniera. L’osservazione esplorativa dell’interazione bambini-computer nel contesto di apprendimento della lingua straniera facendo teatro, consegue il dottorato di ricerca. Oggi suor Caterina è docente di Didattica delle lingue moderne presso la Libera Università Maria Santissima Assunta LUMSA e insegna Nuove tecnologie a servizio dei processi di insegnamento-apprendimento presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium di Roma. La prima parte del presente elaborato Una bottega “artigiana” si apre con l’introduzione della figura di suor Caterina, passando poi a descrivere il suo percorso didattico durante la missione in Libano. In seguito si addentra nella realtà della Bottega d’Europa, analizzandone le finalità didattiche, i soggetti coinvolti e le attività intraprese. Dal momento che la Bottega d’Europa accoglie studenti di varie fasce d’età, il capitolo secondo circoscrive l’analisi all’alunno della scuola primaria, facendo riferimento all’impostazione teorica esposta dalla professoressa Cangià nel testo L’altra glottodidattica. Il bambino è l’obiettivo primario del percorso didattico in lingua straniera e la comprensione della specificità del suo stadio evolutivo è il primo passo verso una definizione dell’approccio che unisce teatro e computer. La possibilità di una didattica che si configuri come didattica del “fare” in lingua straniera si basa anche sull’individuazione di una professionalità docente in grado di rispondere alle richieste di una glottodidattica che riunisca solide competenze linguistiche alla conoscenza psicopedagogica propria del docente di scuola primaria. La riflessione si inserisce in un quadro normativo e di sviluppo della scuola pubblica attualmente ancora in via di definizione, che lascia aperta la questione relativa alla professionalità del docente di lingua straniera. Successivamente l’attenzione si sposta all’interno dello spazio e del tempo, categorie che racchiudono i soggetti e le attività con le quali essi interagiscono nella Bottega.

Anteprima della Tesi di Manuela De Rosa

Anteprima della tesi: Una possibilità bilingue. La Bottega d'Europa di Caterina Cangià., Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Manuela De Rosa Contatta »

Composta da 226 pagine.

 

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