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La città e il rischio ambientale; implicazioni progettuali per un frammento di laguna veneta

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14 Per esempio, se analizziamo l’Ottocento, i cambiamenti nei profili demografici delle popolazioni dei paesi industrializzati, in particolare la caduta dei tassi di mortalità, hanno modificato profondamente la percezione del rischio, mentre l’aumento della sensibilità rispetto ai problemi legati al rischio è una novità della seconda metà del ‘900. L’evoluzione della società dalla fase pre-industriale a quella post-industriale ha portato a profonde modifiche socioeconomiche che hanno avuto conseguenze anche negli atteggiamenti della pubblica opinione di fronte ai problemi del rischio ambientale; una volta soddisfatti i bisogni primari e raggiunto il migliore tenore di vita, i valori sociali sono progressivamente cambiati12. Infatti fino alla seconda guerra mondiale il dibattito riguardava esclusivamente i tecnici, mentre dopo la rivoluzione tecnologica, quest’ultima ha fatto percepire nuovi rischi per la salute e per la vita differenti da quelli presenti e percepiti in precedenza. Questa novità ha determinato una sensibilità particolare nei confronti dei rischi legati alla produzione industriale, come l’energia nucleare, le radiazioni, l’inquinamento ambientale e l’utilizzo di nuovi prodotti chimici. Nelle società postindustriali la qualità dei beni assume maggiore importanza rispetto alla quantità13. La percezione dei rischi relativi ai problemi ambientali è fortemente influenzata dall’atteggiamento sociale, oltre che dai comportamenti del singolo individuo; entra quindi in gioco in modo importante nella fase di valutazione del rischio e di accettazione di valori tollerabili. Affinché la percezione del rischio ambientale sia congruente con il rischio oggettivo, sono necessarie una serie di misure. Innanzitutto «serve quella che viene definita cultura del rischio, che deve partire dalla scuola, [...] e in secondo luogo serve un’azione formativa credibile e continua sui rischi e sulla loro valutazione [...]. Il terzo punto fondamentale è che l’azione informativa non deve essere “a senso unico”, dalla fonte di informazione al pubblico, ma deve 12 Nelle società preindustriali e industriali, infatti, le attese maggiori della pubblica opinione erano legate allo sviluppo economico e quindi alla disponibilità di beni e prodotti di largo consumo. 13 In questa fase acquistano sempre più valore la cultura, l’informazione, l’ambiente e il tempo libero. Si richiedono infatti una migliore qualità della vita piuttosto che un semplice innalzamento del bene economico. La difesa dei valori naturali e ambientali gioca in questo contesto un ruolo centrale nella società.
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La città e il rischio ambientale; implicazioni progettuali per un frammento di laguna veneta

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Isoni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Sassari
  Facoltà: Architettura
  Corso: Urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale
  Relatore: Alessandra Casu
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 120

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