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Aspetti psicologici e relazionali del dolore cronico

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14 Recenti evidenze sperimentali sottolineano come l’elaborazione centrale dello stimolo doloroso dipenda da molteplici variabili, comprese quelle psicologiche che, in diversa misura, modulano la soglia dolorosa e la specificità della riposta al dolore del singolo individuo (Ercolani e Pasquini, 2007). Sulla regolazione centrale dello stimolo doloroso agiscono infatti numerosi fattori, alcuni di tipo cognitivo, altri di tipo motivazionale-affettivo, altri ancora di analisi spazio-temporale, ma anche variabili endogene sia di tipo congenito, geneticamente stabilito, sia determinate da stimoli ambientali cronici. Il passaggio dallo stimolo nocicettivo alla percezione del dolore viene influenzato da numerose variabili: una parte di esse si riferisce al controllo centrale del dolore e comprende aspetti metacognitivi, la struttura di personalità, il coping, lo stato emotivo al momento dello stimolo; altri possono riguardare lo stato funzionale del sistema nervoso centrale, l’età, il sesso, la predisposizione genetica verso una suscettibilità individuale al dolore, in termini di sensibilità recettoriale soggetto specifica, presentata dai circuiti preposti alla trasmissione e alla elaborazione dell’impulso algogeno. 1.2 Inquadramento tassonomico Come era stato sottolineato già nel 1953 da J.J. Bonica, la mancanza di definizioni precise e di una tassonomia rigorosa è stata una delle maggiori barriere alla diffusione delle informazioni scientifiche nel campo dello studio del dolore. Proprio per questo un momento particolarmente significativo per tutti gli studiosi del campo è stata la pubblicazione nel 1986 della “Classificazione del dolore cronico” a cura della International Association for the Study of Pain (IASP), rivista nel 1994 a cura della Task Force on Taxonomy (Merskey e Bogduk, 1994). Il dolore viene definito dalla IASP come un’esperienza sensoriale ed emotiva associata a danno tessutale in atto o potenziale o descritta in termini di danno. Il dolore è sempre soggettivo. Esso è appreso nei primi anni di vita mediante esperienze correlate a lesioni tessutali. I biologi riconoscono che quegli stimoli che causano dolore sono in grado di creare un danno tessutale. Di conseguenza per ogni individuo il dolore è una sensazione associata ad un danno dei tessuti.
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Aspetti psicologici e relazionali del dolore cronico

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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Bellù
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Libera Università Vita Salute San Raffaele di Milano
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Stefano Clerici
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 85

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Parole chiave

aspetti psicologici
aspetti relazionali
dinamiche familiari
dolore
dolore cronico
effetti sociali
partner
rapporto di coppia
ruoli familiari
sessualità
situazione finanziaria

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