Composti organici volatili come meccanismo di antagonismo a lunga distanza in Fusarium oxysporum

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5 mezzo di coltura stesso a rilasciare sostanze volatili di natura organica, soprattutto durante il processo di sterilizzazione in autoclave, che possono costituire un “effetto matrice” sugli esperimenti in vitro (Kiviranta et al. 1998; Robacker et al. 1998). 1.2 PATOGENI DEL SUOLO E ANTAGONISTI Le fitopatologie originate da patogeni fungini presenti nel suolo, causa di ingenti danni economici, sono notevolmente le più difficili da controllare, in quanto non è possibile applicare fungicidi direttamente nel terreno o sulle radice. Un sistema ampiamente usato, anche di recente, consisteva nell’eradicare l’intera fauna della rizosfera per mezzo di ripetuti trattamenti con bromuro di metile, ma questa pratica, che distruggeva anche i microrganismi benefici per le coltivazioni, è stata vietata perché pericolosa per l’ambiente e l’uomo (Cook e Baker, 1983). La rilevanza di tale problema ha condotto ad un rinnovato interesse per lo sviluppo di sistemi di controllo alternativi quali ad esempio la lotta biologica o l’identificazione di cultivar resistenti. La capacità di alcuni terreni, definiti soppressivi, di limitare naturalmente l’incidenza di malattie indotte dai patogeni presenti nel suolo, è nota da più di un secolo. In questi suoli possono avvenire diversi fenomeni che coinvolgono la biologia della specie patogena e dell’ospite: il patogeno può non riuscire a crescere, oppure crescere ma non generare patogenesi, o riuscire a svilupparsi, dar luogo a patogenesi ma presentare un minor grado di virulenza (Baker, 1979). Per comprendere i motivi delle capacità manifestate da questi suoli, si è dapprima analizzata la componente abiotica (Stover, 1962; Stotzky e Martin, 1963) ma studi successivi hanno confermato il ruolo determinante dei fattori biologici, soprattutto della microflora saprofitica (Smith e Snyder, 1971). Infatti, è stato provato che molti suoli soppressivi perdono le loro caratteristiche dopo trattamento termico (oltre i 55°C) ma possono recuperarle, tutte o parzialmente, a seguito dell’inoculazione di specie batteriche e fungine da essi precedentemente isolate (Rouxel et al.1979). Numerosi studi, fondati su queste scoperte, hanno accertato il ruolo di diverse specie non patogene del genere Fusarium, in suoli soppressivi in diverse parti del mondo: in particolare della specie Fusarium oxysporum (Schneider, 1984; Tamietti e Alabouvette, 1986).

Anteprima della Tesi di Luigi Di Vietro

Anteprima della tesi: Composti organici volatili come meccanismo di antagonismo a lunga distanza in Fusarium oxysporum, Pagina 2

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Luigi Di Vietro Contatta »

Composta da 48 pagine.

 

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