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Ecosostenibilità e rigenerazione urbana, analisi dell’esperienza dei contratti di quartiere II a Torino

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Ecosostenibilità e rigenerazione urbana – analisi dell’esperienza dei CdQ II a Torino ~ 4 ~  INTRODUZIONE Durante  il periodo di tirocinio alla Regione Piemonte – settore Attuazione  Interventi  in  materia  edilizia,  svolto  all’ultimo  anno  della  laurea  triennale  in  Pianificazione  Territoriale, Urbanistica ed Ambientale della II Facoltà di Architettura del Politecnico di  Torino, ho lavorato sull’esperienza dei Contratti di Quartiere II a Torino. Si tratta di uno  strumento,  introdotto  in  Italia per  la prima volta nel 1998, che fa parte dei programmi  complessi, affronta  le politiche per  la rigenerazione urbana ed è  ispirato ai principi del  programma  di  iniziativa  comunitaria  Urban,  utilizzato  anch’esso  nella  rigenerazione  urbana dei quartieri che presentano situazioni sociali ed economiche degradate.  Il  lavoro  si pone  come obiettivo  l’analisi dell’esperienza dei Contratti di Quartiere  II a  Torino,  cercando  di  valutarne  l’efficacia  e  la  capacità  di  affrontare  e  risolvere  il  problema  del  degrado dei  quartieri  di  edilizia  residenziale  pubblica,  e  analizzando  un  caso studio, quello del Contratto di Quartiere di via Parenzo, con particolare attenzione  ai  temi  innovativi  e  sperimentali  propri  del  Bando  di  concorso.  La  sperimentazione  proposta  dal  Bando mette  in  evidenza  un  concetto  importante  di  questi  ultimi  anni,  quello della sostenibilità.   Le politiche dello sviluppo sostenibile si sono tradotte, a  livello globale, nell’attuazione  di normative in grado di indirizzare ad una migliore gestione delle risorse e degli impatti  sull’ambiente.  Il percorso concettuale, che ha portato ad alcune definizioni di sviluppo  sostenibile e alla creazione di norme e regolamenti, si può dire che sia partito nel 1972 a  Stoccolma,  con  la  Conferenza  delle  Nazioni  Unite,  in  cui  viene  posto  l’obiettivo  di  adottare  alcuni  principi  di  tutela  per  l’uomo  e  l’ambiente,  che  sono  alla  base  del  concetto  di  sviluppo  sostenibile.  In  seguito,  nel  1987  con  il  rapporto  Bruntland,  si  provvede ad una definizione universalmente accettata di  sviluppo  sostenibile, ovvero:  “la possibilità di soddisfare le esigenze delle generazioni attuali senza compromettere la  capacità delle generazioni future di soddisfare i proprio bisogni e le proprie aspirazioni”.  Nel 1990, con  il Libro Verde sull’Ambiente Urbano,  la Comunità Europea ha cercato di  dare  un  senso  complessivo  alle  azioni  territoriali  e  urbane,  nella  prospettiva  di  uno  sviluppo  sostenibile nel campo della pianificazione urbana, proponendo azioni mirate,  come per esempio l’uso misto del suolo e non più la zonizzazione per aree troppo rigida,  un  nuovo  sviluppo  delle  zone  urbane  abbandonate  e  la  rivitalizzazione  dei  quartieri  esistenti.  Il passaggio più importante si ha forse nel 1992, a Rio de Janeiro, con la Conferenza delle  Nazioni Unite sull’ambiente e sullo sviluppo, in cui l’obiettivo di individuare delle azioni  finalizzate  alla  sostenibilità  si è  tradotto nell’Agenda 21.  I principi di Agenda 21  sono  stati  introdotti a scala  locale nel 1994 ad Aalborg, con  la 1^ Conferenza Europea delle  città sostenibili e due anni più tardi, a Lisbona, con  la 2^ Conferenza è stata migliorata  l’efficienza di attuazione di Agenda 21 con alcuni strumenti operativi, come gli Indicatori  di Sostenibilità e la VIA.   Nel corso degli anni ci sono state altre Conferenze che hanno richiamato  il concetto di  sostenibilità,  come  il  Protocollo  di  Kioto  del  1997,  la  Carta  di  Atene  del  1998,  in  particolar  modo  per  quanto  riguarda  l’impiego  di  ecotecnologie,  e  nel  2000  ad  Hannover, con la 3^ Conferenza sulle città sostenibili si arriva all’adozione, entro il 2005,  di una strategia per  lo sviluppo sostenibile, per ribaltare entro  il 2015  la tendenza alla 
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Ecosostenibilità e rigenerazione urbana, analisi dell’esperienza dei contratti di quartiere II a Torino

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Informazioni tesi

  Autore: Jlenia Abate
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Politecnico di Torino
  Facoltà: Pianificazione del Territorio
  Corso: Urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale
  Relatore: Silvia Saccomani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 93

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Parole chiave

ecosostenibilità
programmi complessi
rigenerazione urbana
sviluppo sostenibile
urban

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