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Ecosostenibilità e rigenerazione urbana, analisi dell’esperienza dei contratti di quartiere II a Torino

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Ecosostenibilità e rigenerazione urbana – analisi dell’esperienza dei CdQ II a Torino ~ 6 ~  1 I PROGRAMMI COMPLESSI In  Italia,  fino  agli  anni  ’80  dello  scorso  secolo,  i  principi  di  recupero  e  rigenerazione  urbana di zone degradate si sono dimostrati scarsi e deboli.  I programmi e  i modelli di  azione  in  campo  urbanistico  sono  stati  per  un  lungo  periodo  di  tempo  concentrati  sull’espansione della città e sul recupero, puramente in termini strutturali e “materiali”  dei  quartieri  condizionati  dal  degrado;  il  partenariato,  il  contributo  economico  comunitario,  la  sostenibilità  in  termini di  risparmio energetico degli  insediamenti e gli  altri elementi che compongono uno strumento di rigenerazione urbana completo sono  venuti alla  luce solo  in seguito, grazie ad un nuovo passaggio di  integrazione europea,  avvenuto negli anni ’90, e ad una riorganizzazione istituzionale italiana che ridistribuisce  le competenze della Pubblica Amministrazione.   Dopo questa breve premessa si può affermare che, nel contesto  italiano,  i programmi  complessi per la rigenerazione urbana si svilupparono a partire dagli anni ‘80, all’interno  del  sistema  delle  politiche  per  la  casa,  in  particolare  all’interno  delle  linee  di  programmazione nazionale e regionale del C.E.R. (Comitato per l’Edilizia Residenziale). È  infatti con la legge 5 agosto 1978, n. 457 “Norme per l’edilizia residenziale” che furono  previsti  i  primi  finanziamenti  statali  per  il  recupero  di  immobili  e  quartieri  degradati  facenti  parte  dei  Piani  di  Recupero.  Gli  interventi  previsti  per  questi  Piani  di  durata  decennale comprendevano:  ‐  gli  interventi  di  edilizia  sovvenzionata,  diretti  alla  costruzione  di  abitazioni  e  al  recupero del patrimonio edilizio degli enti pubblici;   ‐ gli interventi di edilizia convenzionata e agevolata, diretti alla costruzione di abitazioni  e al recupero del patrimonio edilizio esistente;   ‐ l'acquisizione e l'urbanizzazione di aree destinate agli insediamenti residenziali.  Con questo Piano decennale si avviarono, nelle Regioni  italiane,  le prime esperienze di  programmazione  e  progettazione  integrata,  per  dar  risposta  ad  alcune  questioni  e  problematiche  fra  loro  interconnesse e derivate dalle espansioni residenziali pubbliche  nelle  periferie  urbane  italiane.  Altri  esempi  di  problematiche  che  emergono  sono  la  monofunzionalità e  la ghettizzazione (dal punto di vista sociale) dei quartieri di edilizia  economica e popolare, la scarsa qualità dell’edilizia e dei servizi, la mancata o ritardata  realizzazione  di  infrastrutture  secondarie,  l’isolamento  rispetto  al  contesto  urbano  limitrofo, la mancanza di interazione tra progettazione e utenti, ma anche la difficoltà a  reperire risorse finanziarie pubbliche per gli interventi.   Con  la  L. n. 457/78  sono  state  inoltre  rideterminate  le  funzioni del C.E.R., del C.I.P.E.  (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) e delle Regioni, alle quali  veniva  affidato  il  compito  di  realizzare  (sulla  base  della  legge  nazionale)  i  propri  programmi  quadriennali  per  l’edilizia  residenziale  pubblica,  dopo  aver  individuato  il  fabbisogno abitativo regionale. È avvenuto dunque  il decentramento di alcune funzioni  dallo Stato alle Regioni,  senza però apportare modifiche all’assetto degli enti pubblici  che operavano nel settore dell’edilizia residenziale pubblica.  Il  Piano  decennale  ha  ottenuto  dunque  un  certo  successo  in  termini  di  sviluppo  dei  concetti, ma non si può affermare però che abbia risolto in tutto e per tutto i problemi  di natura critica dei quartieri degradati: la L. 457/78 ha ovviato alla criticità del degrado 
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Ecosostenibilità e rigenerazione urbana, analisi dell’esperienza dei contratti di quartiere II a Torino

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Informazioni tesi

  Autore: Jlenia Abate
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Politecnico di Torino
  Facoltà: Pianificazione del Territorio
  Corso: Urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale
  Relatore: Silvia Saccomani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 93

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Parole chiave

ecosostenibilità
programmi complessi
rigenerazione urbana
sviluppo sostenibile
urban

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