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La disciplina delle obbligazioni bancarie garantite in Italia ed in Inghilterra: due esperienze giuridiche a confronto

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9 non pagato poteva entrare in possesso alla scadenza. L’affinità concettuale con la moderna nozione di ipoteca appare già immediatamente percepibile4. Già dunque nel diritto greco si assiste ad un primo embrionale tentativo di identificazione del concetto di ipoteca, tentativo evidente anche nella classificazione aristotelica di rapporto obbligatorio5. Aristotele infatti affermava l’esistenza di rapporti personali volontari ed involontari fra le parti (συναλλάγ ατα), che potevano richiedere un regolamento giudiziario. All’interno dei συναλλάγ ατα εκούσια, ossia dei rapporti volontari, egli collocava la compravendita, il mutuo, la fideiussione, la locazione, la garanzia, ossia tutti gli istituti giuridici, che saranno successivamente elaborati e classificati nel diritto romano all’interno delle obligationes ex contractu6. Il concetto greco di ipoteca trova applicazione anche nel mondo romano. Infatti hypotheca era il nome greco del pignus conventum, strumento in cui l’obbligo teorico viene a sostituire la materiale trasmissione del possesso della cosa data in pegno. Il precedente romano dell’hypotheca era costituito dalla convenzione di garanzia (conventio pignoris), che solitamente avveniva nella locazione dei fondi. Essa consisteva in un patto fra locante e locatario per cui le cose da questi immesse nel fondo (invecta et illata, ossia gli strumenti agricoli e gli animali adibiti alla coltivazione) servivano come garanzia per il pagamento del canone e venivano trattenuti dal locante in caso di inadempimento7. La possibilità di costituire una garanzia con la sola conventio, cioè senza la necessità della consegna materiale, fu estesa poi a tutte le obbligazioni. Sorse una nuova figura di diritto reale di garanzia, denominata, con nome greco, hypotheca, con terminologia latina pignus conventum8, concettualmente riconducibile alla moderno istituto dell’ipoteca. 4 L’esistenza di tale diritto reale di garanzia veniva resa pubblica, in età classica ed ellenistica, attraverso gli όροι, pietre terminali conficcate nel fondo ipotecato o all’interno delle pareti di un immobile. A questo proposito consulta A. BISCARDI, Diritto greco antico, Varese, 1982, pagg..22, 222-223,229-232. 5 ARIST. Eth. Nic. V, 5,13. A questo proposito cf M. ZANATTA, Aristotele, Etica Nicomachea, I, Bergamo, 2007, pagg.333-334. 6 Secondo Ulpiano(D.50.16.19) Labeone, giurista vissuto tra il I sec.a.C. e il I sec. d.C., per primo collegò la nozione di obligatio al concetto di συναλλάγ α aristotelico. A questo proposito cf. A. BISCARDI, Diritto greco antico, Varese, 1982, pag.135; cf A.BURDESE, Manuale di diritto privato romano, Torino, 2003,pagg.418- 420. 7 A.BURDESE, Manuale di diritto privato romano, Torino, 2003, pagg.378-379; cf A.SCHIAVONE, Diritto privato romano,Un profilo storico, Torino, 2003, pag. 335-340. 8 E.ALBERTARIO, Ipoteca, in EI, XIX, pag.497.
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La disciplina delle obbligazioni bancarie garantite in Italia ed in Inghilterra: due esperienze giuridiche a confronto

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Informazioni tesi

  Autore: Alfonso Parlato Spadafora
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alberto Monti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 196

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