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Le indagini tese al riconoscimento di autore di reato tramite immagini

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10 Con l’avvento dell’Illuminismo cambia radicalmente il modo di intendere la punizione del colpevole, anche grazie al saggio “Dei delitti e delle pene” scritto da Cesare Beccaria: questo movimento culturale e scientifico impose una profonda revisione dei brutali metodi di deturpazione operati nei confronti dei criminali e una umanizzazione della pena stessa. Va in ogni caso sottolineato che per il movimento Illuminista ogni essere umano era pienamente e totalmente razionale in ogni sua azione, compreso l’agire criminale; pertanto ogni soggetto deviante andava trattato esattamente allo stesso modo di un altro, sulla base del crimine commesso. In Italia a questo movimento fece seguito, verso la metà del XIX secolo, quello della cd “Scuola Positiva”, a cui vengono ricondotti studiosi come Garofalo, Ferri e Lombroso. Quest’ultimo, in particolare, ha il merito di essere stato il primo a tentare una classificazione delle varie tipologie di criminali, evidenziandone 5 categorie, sulla base delle motivazioni che spingono un soggetto a deviare; fu, inoltre, il primo ad introdurre la figura del “delinquente nato”, insistendo sul fatto che alcune particolari “anomalie” nel corpo umano (e in particolare nel cranio come la celebre “fossetta occipitale”) possono essere prodromiche di future azioni criminali da parte del soggetto che le possiede. Lombroso è stato anche il primo a ritenere di primaria importanza le misurazioni di varie parti del corpo, specialmente del cranio, nei soggetti macchiatisi di delitti come l’omicidio e la violenza sessuale. Nella seconda metà del 1800 si sono iniziate ad applicare concretamente le scoperte scientifiche al mondo, tutto ancora in fieri, della criminalistica del tempo: nel 1854 in Svizzera si inizia ad usare la fotografia, con l’ausilio del dagherrotipo, strumento inventato nel 1839 da Daguerre e antesignano della futura macchina fotografica, come metodo di identificazione dei criminali e per diffondere immagini degli stessi in pubblico 7 . 7 I tempi di posa molto lunghi e cioè da 20 a 50 minuti e la scarsa collaborazione dei criminali rendeva di difficile l’uso di questo strumento.
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Le indagini tese al riconoscimento di autore di reato tramite immagini

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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Caporrella
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze sociologiche
  Relatore: Andrea Antonilli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 106

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