Pierre Janet, le origini della disaggregazione psicologica

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XV portare alla coscienza quel materiale psichico sepolto ma ancora drammaticamente attivo sotto la superficie della consapevolezza. Questo atteggiamento lo ha portato a fare i conti con alcuni limiti metodologici: laddove Freud, poco avvezzo allo studio delle psicosi, aveva abbandonato l‟ipnosi per servirsi di una strategia alternativa, da lui effettivamente identificata, che gli permettesse di aggirare le resistenze di quanti non giungevano a perdere il contatto con la realtà, Janet disponeva della suggestione ipnotica quale mezzo per trattare con il sé psicotico. Se però il malato non era così marcatamente scisso, la sua tendenza a lasciarsi suggestionare diminuiva grandemente e Janet non disponeva di un valido metodo alternativo con cui portare avanti la terapia: non praticava l‟analisi e anzi sosteneva che in certi casi l‟inconscio non è presente o comunque “non svolge un ruolo essenziale” (1923, tr. it. p. 222). Secondo Janet molto spesso le difficoltà psicologiche non dipenderebbero da ricordi del passato, ma da avvenimenti attuali. Inoltre, rispetto a Freud, il ricercatore francese attribuiva un peso maggiore ai fattori costituzionali, in special modo a quelli imputabili al sistema nervoso: “la depressione, che esiste dall‟infanzia, dipende dalla costituzione ereditaria del soggetto” (ibidem, p. 223). In molti casi la psicoanalisi si renderebbe responsabile di cercare i ricordi traumatici anche quando questi sono assenti. D‟altra parte, per ammissione dello stesso Janet, “i soggetti che mantengono la capacità di riflessione […] non sono suggestionabili” (ibidem, p. 220), e per costoro la cura ipnotica rimarrebbe impraticabile. L‟alternativa consisterebbe in “trattamenti psico-fisiologici che cercano di ottenere la disintossicazione, il ristabilimento delle funzioni digestive o circolatorie, le modificazioni delle secrezioni ghiandolari interne” (ibidem). L‟autore conclude affermando la necessità di un trattamento, la medicina psicologica, che enuclei dentro di sé il concorso di diverse terapie in modo da renderlo completo ed utilizzabile con ogni patologia. Più avanti affronta nuovamente la questione in termini meramente psicologici: le terapie non ipnotiche avvengono sulla base di indicazioni direttive ed insegnamento di nuove attività più o meno creative, o ancora con la prescrizione di periodi di riposo e relativo isolamento. Per motivi di completezza e nel tentativo di ampliare la conoscenza di un autore che, ancora non adeguatamente riconosciuto, riveste un ruolo di primo piano all‟interno del processo di nascita e maturazione della moderna psicologia dinamica, non mancheremo

Anteprima della Tesi di Sergio Divino

Anteprima della tesi: Pierre Janet, le origini della disaggregazione psicologica, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Sergio Divino Contatta »

Composta da 157 pagine.

 

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