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Pierre Janet, le origini della disaggregazione psicologica

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IX mala fede, si professava mentalmente debilitato al fine di approdare a qualche forma di riconoscimento personale, quale ad esempio la riscossione del premio assicurativo a seguito di incidente. Finalmente tali patologie, studiate in particolare da due illustri neurologi francesi, ovvero Jean Martin Charcot (1825-1893) alla Salpêtrière di Parigi e Hippolyte Bernheim (1840-1919) a Nancy, vennero considerate modificabili attraverso il metodo dell‟ipnosi, evoluzione delle teorie magnetiche che l‟avevano preceduto. Charcot era partito dal tentativo di identificare le caratteristiche specifiche dei sintomi isterici che sembravano legati a lesioni del sistema nervoso, come le anestesie e le paralisi più o meno diffuse. In seguito aveva mantenuto la convinzione di un substrato organico del sistema nervoso quale predisposizione all‟isteria, ma aveva distinto, tra le anestesie e le paralisi, quelle dinamiche da quelle organiche, ovvero legate direttamente alla lesione. Le prime, pur essendo connesse ad un‟alterazione del sistema nervoso, potevano essere riconosciute anche solo clinicamente, senza la necessità di ricorrere ad esami anatomici o fisiologici, ed erano trattabili con l‟ipnosi. Verso la fine dell‟ottocento, l‟aumento degli incidenti causato dall‟introduzione dei moderni mezzi di trasporto aveva portato i neurologi dell‟epoca a rivolgere la loro attenzione alle paralisi traumatiche. Particolarmente diffuse erano quelle derivate da lesioni alla spina dorsale e al cervello a seguito di incidente ferroviario (Cfr. Rizzi, 1976). Nelle sue lezioni del 1884-85, Charcot aveva mostrato come una paralisi non fosse da considerarsi necessariamente ed esclusivamente quale conseguenza di un incidente, ma potesse essere piuttosto derivata da una serie di ricordi che permanevano nella mente del malato a seguito dell‟evento traumatico che gli era occorso. In questo modo, Charcot rendeva ancora più evidente la distinzione tra le paralisi organiche e quelle dinamiche o funzionali. Di seguito, il neurologo francese aveva ipotizzato che lo choc post-traumatico fosse in grado di generale uno stato stuporoso di tipo ipnoide col quale un malato tendeva poi a suggestionarsi, alimentando convinzioni negative riguardo al funzionamento di alcune parti del proprio corpo. Le suggestioni avevano vita facile ed acquisivano un potere spropositato in quanto sfuggivano al controllo della coscienza. Anche l‟ipnosi era un sintomo dell‟isteria: essere isterici significava suggestionarsi da sé ed essere ipnotizzabili da una volontà esterna. Venivano così ridimensionati i filoni esplicativi che si basavano unilateralmente sui sospetti di simulazione e quelli che si sforzavano inutilmente di trovare nella sintomatologia isterica la conseguenza diretta di una lesione del sistema nervoso.
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Pierre Janet, le origini della disaggregazione psicologica

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Informazioni tesi

  Autore: Sergio Divino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Giorgio Blandino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

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