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La Cooperazione Internazionale allo Sviluppo, breve excursus storico (anni 1950 - 1990)

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INTRODUZIONE Non sarà di continuo ma quando l’argomento torna in auge, tutti i giorni, dai telegiornali, dai quotidiani ci viene fatto presente che la povertà esiste, ancora. E le immagini di intere popolazioni sfinite da carestie e fame scorrono sui video, facendo breccia nell’animo e nella sensibilità di chi crede, con rassegnazione, che nulla si possa fare per risolvere il problema. Noi figli di questa generazione, e i nostri genitori, siamo cresciuti quasi con la convinzione, per lo meno con l’impressione, che certe immagini, certi racconti, certi mali siano “naturali”, che facciano parte del mondo, che siano nati con l’uomo e che per sempre vivranno al suo fianco. Ma l’estrema povertà, come la intendiamo oggi, fatta di bambini emaciati attaccati al seno arido della loro madre, di corpi esili martoriati da insetti, di scodelle vuote, non esiste da sempre, non nelle proporzioni che attualmente ha raggiunto. Ha una sua origine in un contesto storico databile, segue un suo percorso da secoli, si spera abbia un giorno fine. Quando? I grandi della terra vorrebbero scrivere la parola “fine” entro 5 anni, nel 2015, data in cui verrà varcata la soglia limite indicata per il raggiungimento di uno degli obiettivi sanciti nell’ambito del Millenium Summit firmato a New York nel 2000 dai rappresentanti di 189 paesi, ossia la riduzione della povertà del 50% rispetto i livelli registrati negli ultimi anni del secolo scorso. Si vorrebbe quindi che la povertà più nera diventasse un ricordo, un fenomeno sociologico da studiare e ricordare, non più da combattere. E per questo, attraverso vari percorsi, fatti per lo più di ingenti somme di denaro investite nei programmi di aiuti più disparati si cerca attraverso i mezzi propri della Cooperazione Internazionale allo Sviluppo di arrivare in tempo e vincenti alla data fissata sul calendario del futuro. Nel merito della lotta alla povertà, abbiamo imparato a parlare e disquisire di Cooperazione Internazionale allo Sviluppo, di questa macchina universalmente diffusa, fatta di decine e decine di Organizzazioni ed Enti Internazionali che operano sul campo, Stati e Organizzazioni Non Governative che raccolgono e stanziano milioni di dollari per far fronte alle esigenze di questi “ultimi” della terra, mondo accademico e star system che si affannano ad escogitare soluzioni più originali ed efficaci ad un fenomeno che per rilevanza economica, sociale, politica ed etica non può passare inosservato. Tutto questo impegno, ma con quali risultati? Non certo quelli auspicati, tant’è che nel 2010 gli spettri di un colossale fallimento dei programmi di aiuti sembrano prendere sempre più consistenza. Perché? C’è dunque qualcosa che non funziona nel “nostro modo di aiutare”. Cosa esattamente? 5
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Informazioni tesi

  Autore: Mariarosaria Francese
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Mariarosaria Garofalo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 103

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