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Il media planning nel mercato dei giochi di abilità a distanza: il fenomeno del poker online

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giochi affollano questo mercato che fa della diversificazione dell’offerta un suo punto di forza. Basti dare uno sguardo, a titolo di esempio, alla piattaforma Skill Club di Lottomatica, che classifica i giochi di abilità in Table games (giochi da tavolo fra i quali backgammon, blackjack, gin rummy, poker dice, domino) e Brain games (giochi che allenano la mente), questi ultimi suddivisi in categorie (rompicapo, strategia, azione, carte, parole, sportivi), proponendo un’offerta differenziata e completa. È chiaro che i progressi costanti della tecnologia, la banda larga diffusa e la liberalizzazione del gioco imposta dal decreto hanno contribuito a tutto ciò, cancellando per quanto riguarda il poker online l’iniziale scetticismo che prevedeva introiti per lo Stato per soli 400 milioni di euro in tutto il 2009. Trecento milioni infatti sono stati raccolti solo fra gennaio e febbraio e le nuove proiezioni prevedono una raccolta totale per il 2009 di oltre due miliardi, con una raccolta media giornaliera di 5 milioni di euro. Quali sono le cause e quali possono essere le conseguenze di tutto ciò? La liberalizzazione apre senza dubbio il mercato a nuovi operatori favorendo la concorrenza, aumentando il numero di utenti e i volumi di gioco, rendendo l’Italia un paese appetibile dove poter investire legalmente nel mercato del gioco on e off line. Non a caso da quando Gioco Digitale ha lanciato la prima piattaforma legale online di skill games nell’autunno 2008, nuovi operatori sono entrati nel mercato con licenza regolare AAMS, focalizzando le strategie specialmente sul poker. Ad oggi circa 33 operatori possono operare in Italia con licenza regolare, altri player sono in lista d’attesa, ma i più importanti sono Gioco Digitale, Microgame, Pokerstars, Lottomatica con la piattaforma Poker Club, Bwin. Questa operazione conferma la strategia operativa e comunicativa dei Monopoli che prende forma con la campagna e il logo creato nel 2006 “Gioco sicuro”. Sicurezza, lotta all’illegalità, tutela di operatori e giocatori sono le parole chiave. Gli obiettivi intendono scoraggiare e far emergere il gioco illegale attraverso concessioni e tassazione, fissare regole certe per gli operatori e gli utenti/giocatori, dare risalto all’aspetto ludico del gioco piuttosto che all’aspetto economico legato al guadagno; tutto ciò instaurando un meccanismo di partecipazione al gioco che prevede bonus e non solo premi in denaro, assodato il fatto che la legge prevede per le modalità di gioco con soldi veri una quota minima di partecipazione che oscilla da 0,50 centesimi di euro fino a un massimo di 100 euro per i giocatori più esperti. Un’ulteriore dimostrazione di questa attenzione dei Monopoli per la promozione e l’incentivazione del gioco sicuro e responsabile sono le linee guida proposte ai concessionari per la creazione di campagne informative al fine di evitare ogni forma di abuso e il rispetto della rigida normativa di settore in materia di condotta pubblicitaria. In particolare vedremo come Lottomatica con la campagna “Gioca senza esagerare” propone un modello di gioco equilibrato e responsabile. L’altra faccia della medaglia ci dice però che allo stato dei fatti tutto ciò porta nelle casse dell’Erario un bell’introito. Lo Stato infatti ha incassato già 300 mila euro circa dai concessionari che hanno ottenuto la licenza e inoltre intasca dal montepremi una percentuale del 3% su ogni singola giocata. Un ammontare che nel bilancio a consuntivo del Ministero dell’Economia e delle Finanze porta a un incasso di circa 60 milioni di euro proveniente solo dagli skill games sui 12 milioni che erano stati previsti per il 2009, in pratica una vera boccata d’ossigeno per il risanamento dei conti pubblici. Il gettito proveniente dai giochi può far nascere qualche perplessità in merito all’eticità di tale meccanismo. Maliziosamente si potrebbe pensare che in fondo allo Stato fa comodo incentivare il gioco, mascherandosi dietro campagne di facciata e appelli alla responsabilità. Il gioco oramai è un mercato che seppur gestito sottoforma di monopolio, paradossalmente si apre alla concorrenza più sfrenata, seppur nel rispetto delle regole imposte dallo Stato. La ricerca continua di nuove forme di intrattenimento ludico su piattaforme distributive diverse, Internet su tutte, genera nuove occasioni di “consumo” e nuovi consumatori/giocatori, che fidelizzati sotto l’aura di un marchio
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Il media planning nel mercato dei giochi di abilità a distanza: il fenomeno del poker online

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Vitarelli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Pubblicità e comunicazione d'impresa
  Relatore: Marco Stancati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 253

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