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Il sistema museale in Italia e in Francia: un’analisi giuridica comparata

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19 vengono notificati (art. 2), vengono cioè considerati Beni perché riconosciuti, denunciati e quindi posti sotto tutela 20 . Una volta che la notifica ha valore legale, compete automaticamente al Ministero vigilare sui beni attraverso imposizioni, divieti e vincoli perché continuino a rivestire tale interesse. Rispetto alla precedente legislazione, i mezzi di controllo e di intervento del Ministero furono decisamente potenziati (artt. 6 e 7). In particolare, nella l. 1 giugno 1939, n. 1089, possiamo individuare quattro gruppi di norme relative a tale disciplina. Il primo gruppo contiene le disposizioni in materia di conservazione e tutela, comprendendo tutti i divieti previsti dal legislatore: demolizione, restauro, rimozione, esportazione e divieto di utilizzazione incompatibile con la natura del bene (artt. 11- 22). Il secondo gruppo riguarda il controllo sulla circolazione dei beni, quindi l‟obbligo di denuncia al Ministero di tutti gli atti relativi da parte di privati o enti legalmente riconosciuti. Si autorizza l‟alienazione di copie o di originali, previa autorizzazione ministeriale (artt. 23-42). Il terzo gruppo regola gli acquisti privilegiati dei beni: per pubblica utilità, le cose aventi valore culturale diretto, mediato o riflesso, possono essere acquistate tramite l‟espropriazione. Regola altresì gli indennizzi per indagini archeologiche attraverso la l. 25 giugno 1865, n. 2359 (art. 45). Il quarto gruppo disciplina la fruizione dei beni (artt. 51-53) ed elenca le sanzioni previste in caso di inosservanza o violazione (artt. 58-70). Particolarità della l. 1 giugno 1939, n. 1089 è la mancanza di disposizioni specifiche riguardanti i beni ecclesiastici passibili di tutela. È intuibile da questa omissione che la gestione di tali beni continuava a costituire un problema politico e diplomatico. Nella l. 1 giugno 1939, n. 1089, è presente solo un articolo (art. 8) che tocca direttamente il patrimonio della Chiesa inteso in senso lato. L‟articolo 8, nel riconoscere la legittimità delle “esigenze di culto”, sembrerebbe far riferimento esclusivamente alla tutela dell‟aspetto liturgico e culturale relativo a tali beni; nello specifico, lo Stato avrebbe il diritto di tutelare i beni ecclesiastici in toto, con delle inequivocabili limitazioni per quella parte che viene destinata al culto. 20 Per garantire il pieno godimento dei beni privati, si pensò di ricorrere all‟espropriazione. Accadde diversamente per le cose appartenenti allo Stato, in cui non c‟era nessun limite di fruibilità.
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Il sistema museale in Italia e in Francia: un’analisi giuridica comparata

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Di Salvo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia dell'arte
  Relatore: Ruben Razzante
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 233

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