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Il sistema museale in Italia e in Francia: un’analisi giuridica comparata

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11 il legislatore post-unitario ad una difficile ricerca di equilibri tra “pubblico” e “privato” e, gradualmente, a scelte sempre più tendenti a tutelare l‟interesse pubblico, preoccupato di realizzare faticose forme di catalogazione, nonché iniziative di conservazione e valorizzazione in funzione di una fruizione pubblica dei beni stessi. 3 Il timore che l‟iniziativa individuale venisse offuscata a vantaggio della pubblica utilità, causò forti resistenze politiche in seno alla classe dirigente d‟allora, resistenze dovute prevalentemente alle nuove ideologie liberali 4 che nell‟Italia dell‟Ottocento trovavano forza nell‟art. 29 dello Statuto Albertino: « TUTTE LE PROPRIETÀ, SENZA ALCUNA ECCEZIONE, SONO INVIOLABILI. TUTTAVIA QUANDO L‟INTERESSE PUBBLICO LEGALMENTE ACCERTATO, LO ESIGA, SI PUÒ ESSERE TENUTI A CEDERLE IN TUTTO O IN PARTE, MEDIANTE UNA GIUSTA INDENNITÀ CONFORMEMENTE ALLE LEGGI ». 5 L‟unificazione d‟Italia avvenne impetuosamente tra il 1859 ed il 1861 e, a cose fatte, sparite o dileguatesi le istituzioni dei precedenti stati, restava lo Stato Pontificio che, unito al Regno d‟Italia solo nel 1870, rappresentava un « solido argine contro le nuove tendenze culturali e ancora deteneva la parte più consistente dei beni storici e artistici ». 6 Con l‟annessione allo Stato italiano dello Stato Pontificio e la conseguente perdita della sua indipendenza, scoppiò la cosiddetta “Questione romana” che pose l‟Italia davanti al problema del riconoscimento del Papa come sovrano assoluto di uno Stato. Un difficilissimo quesito storico, diplomatico, economico e di coscienza che condizionerà per molti decenni il rapporto tra Stato e Chiesa, tra i liberali di scuola piemontese ed i cattolici di osservanza vaticana. Per parte italiana, tale problema venne risolto o comunque “tamponato” con la l. 13 maggio 1871, n. 214, detta “Legge delle Guarentigie” 7 , che mirava a garantire 3 Cf. Azzimanti C., « La tutela dei “beni culturali” nella legislazione italiana dalla stagione liberale al fascismo », in I beni culturali ecclesiastici nell‟ordinamento canonico e in quello concordatario italiano; Bologna, Edizioni Devoniane, 2001. 4 Il pensiero politico liberale era imperniato sulla difesa della sfera di autonomia del singolo dall‟invadenza delle istituzioni o di qualunque gruppo sociale prevaricante. Nel corso dell‟Ottocento il pensiero liberale si mosse in difesa della libera concorrenza e in contrasto con l‟ingerenza dello Stato nella gestione della proprietà privata. 5 Conti G., Lo Statuto Albertino commentato, Roma, Libreria politica moderna, 1945. 6 Cf. Azzimanti C., op. cit. 7 Legge con la quale si determinò la condizione giuridica del Pontefice e della Santa Sede a seguito dell'annessione di Roma e del Lazio al Regno d'Italia. Il Titolo I (art. 1-13), determinando le “Prerogative del Sommo Pontefice e della Santa Sede”, intendeva risolvere la “Questione romana”: pur essendo stato cancellato lo Stato pontificio, furono conservate al Papa le “prerogative personali dei sovrani”. La Santa Sede però non accettò mai la legge delle Guarentigie, perché emanata
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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Di Salvo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia dell'arte
  Relatore: Ruben Razzante
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 233

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