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Il sistema museale in Italia e in Francia: un’analisi giuridica comparata

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12 l‟indipendenza del Pontefice e il libero esercizio delle sue funzioni di capo della Chiesa cattolica. Inoltre essa venne riconosciuta, di fronte all‟ordinamento dello Stato italiano, come una “istituzione a carattere di pubblicità” 8 . A tale proposito, la legge prevedeva il “godimento” ma non la “proprietà” dei palazzi apostolici del Vaticano e del Laterano e di tutti gli edifici alla Chiesa attinenti. I beni presenti al loro interno, pur essendo esenti da tasse, erano, per lo Stato italiano, da considerarsi inalienabili. L‟unificazione politica e legislativa dell‟Italia aveva comportato che il Parlamento del nuovo Regno iniziasse una lenta e graduale “laicizzazione” della società, mirando a contenere egoismi e privilegi sia privati che pubblici. Ne furono esempi l‟abolizione dell‟istituto dei fidecommissari e l‟allargamento a tutto il territorio dello Stato della validità di una legge del Regno di Sardegna (l. 5 giugno 1850, n. 1037) che comportava il divieto assoluto e generale per le istituzioni ecclesiastiche di acquistare beni senza previa autorizzazione dell‟autorità civile. Il Codice Civile del 1865 considerava, infatti, gli enti ecclesiastici a parità degli enti pubblici e l‟art. 2 stabiliva che: « I COMUNI, LE PROVINCE, GLI ISTITUTI PUBBLICI CIVILI O ECCLESIASTICI E, IN GENERALE, TUTTI I CORPI MORALI LEGALMENTE RICONOSCIUTI, SONO CONSIDERATI COME PERSONE E GODONO DEI DIRITTI CIVILI SECONDO LE LEGGI E GLI USI OSSERVATI COME DIRITTO PUBBLICO » 9 . Con tali articoli, quindi, il Codice Civile pose i patrimoni delle grandi famiglie aristocratiche e i beni degli enti ecclesiastici tutti sotto la tutela e soprattutto sotto la potestà dello Stato italiano. Così, nella legge sull‟espropriazione per causa di pubblica utilità (l. 25 giugno 1865, n. 2359, allegato F), già presente nello Statuto Albertino, si riconobbe allo Stato il diritto, in capo all‟amministrazione, di disporre l‟espropriazione di quei monumenti andati in rovina per incuria del proprietario. 10 unilateralmente dallo Stato italiano e i rapporti fra lo Stato italiano e la Santa Sede rimasero interrotti fino ai Patti Lateranensi (11 febbraio 1929), che diedero una nuova ristrutturazione a tutta la spinosa materia. 8 Cf. Azzimanti C., op. cit. 9 Vedi r.d. 25 giugno 1865, n. 2358, di approvazione del testo del Codice civile, in Del Giudice V., Codice delle leggi ecclesiastiche, Milano, Giuffrè, 1952, p. 158. 10 Cf. Azzimanti C., op. cit.
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Il sistema museale in Italia e in Francia: un’analisi giuridica comparata

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Informazioni tesi

Autore: Chiara Di Salvo
Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
Anno: 2007-08
Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Facoltà: Lettere e Filosofia
Corso: Storia dell'arte
Relatore: RubenRazzante
Lingua: Italiano
Num. pagine: 233

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