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Servizio sociale e sistema penitenziario, tesi comparativa sulla rieducazione penitenziaria in Italia e in Spagna

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6 SVILUPPO STORICO E LEGGI DI RIFERIMENTO L‟attuale concezione rieducativa del trattamento penitenziario è il risultato del processo evolutivo del pensiero penalistico. Considerando per prima la cultura europea pre-illuministica, si può dire che i fini erano quelli della legge del taglione e della vendetta, cioè la pena era essenzialmente fisica, in modo da far soffrire il corpo proporzionalmente al male commesso. 6 Nel secolo XIX si verificò un radicale mutamento degli strumenti punitivi, per le influenze delle idee illuministiche e del Beccaria, che portarono all‟affermazione in Europa di codici penali e di procedure penali, la cui osservanza era imposta come principio fondamentale e la cui validità aveva carattere universale. Inoltre vennero via via abbandonate le torture e le pene corporali e di conseguenza il carcere divenne lo strumento principale di punizione. Infine in quello stesso periodo intervenne un cambiamento nel modo di concepire le finalità della pena: venne superato il fondamento meramente vendicativo- intimidativo e, coerentemente con gli ideali etici e filosofici del „700 e dell‟800, prese corpo, quale primaria finalità della pena, il principio delle retribuzione. Perciò si riaffacciò il significato della pena come emenda: la punizione divenne, cioè, anche un mezzo che serviva alla riabilitazione spirituale, attraverso la presa coscienza della propria colpa. Il carcere veniva inteso, perciò, come mezzo di punizione , ma anche di autocorrezione e a ciò si mirava facendo uso degli strumenti a quell‟epoca ritenuti più idonei per modificare la mente e i sentimenti, e con essi il futuro comportamento: da qui l‟obbligo delle pratiche religiose, del lavoro coatto come strumento di emenda, una certa dose di sofferenza fisica reputata necessaria per favorire il pentimento. Avvicinandosi ai tempi nostri, le componenti afflittive della pena sono state via via ridotte; ha trovato sempre meno suffragio la pena capitale e la concezione affittiva della pena è diventata la pura e semplice privazione della libertà. Nel contempo, accantonata la funzione emendativa, di significato morale, si è affacciata, dalla prima metà del XX secolo, la nuova finalità risocializzativa, secondo la quale la pena deve, oltre che punire, offrire al condannato l‟opportunità ed i mezzi per rieducarsi ad una vita socialmente integrata. Soltanto nella seconda metà del XVIII secolo, sorse, ad opera di Cesare Beccaria, con il libro, “Dei delitti e delle Pene” del 1764, un movimento diretto alla trasformazione delle prigioni da luoghi di 6 C. BRUNETTI, Pedagogia Penitenziaria, edizioni scientifiche italiane, Napoli, 2005
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Servizio sociale e sistema penitenziario, tesi comparativa sulla rieducazione penitenziaria in Italia e in Spagna

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Informazioni tesi

Autore: Valeria Canali
Tipo: Laurea liv.I
Anno: 2009-10
Università: Università degli Studi di Bologna
Facoltà: Scienze Politiche
Corso: Scienze del servizio sociale
Relatore: RaffaellaSette
Lingua: Italiano
Num. pagine: 84

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