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Le direttive comunitarie in materia di crisi e ristrutturazione d'impresa

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17 L’evoluzione del contesto di riferimento e di quello normativo non ha, tuttavia, modificato o snaturato il significato attribuibile all’intervento comunitario, dal momento che lo scopo che soggiace alle tre direttive sopra citate è rimasto, nelle intenzioni del legislatore europeo, «quello di evitare che il trasferimento dell’impresa o di parte di essa sia l’occasione per ridurre surrettiziamente la forza lavoro occupata e/o per peggiorare i trattamenti economici e normativi applicati ai prestatori di lavoro» 5 . La disciplina non pone limiti o divieti alla circolazione delle imprese o di parti delle stesse: le decisioni relative all’opportunità di trasformare, rimodulare ed eventualmente riaggregare l’impresa rimangono, cioè, confinate nella sfera di autonomia decisionale dell’imprenditore, il quale resta libero di poter utilizzare tali strumenti sia per garantire la sopravvivenza dell’impresa, sia per rispondere alle variazioni del contesto economico tramite dinamiche di sviluppo organizzativo 6 . La garanzia delle prerogative imprenditoriali in merito ai processi di trasferimento d’azienda trova una sua valida e lucida spiegazione nella consapevolezza del legislatore comunitario «che la migliore tutela per il lavoratore non si realizza ostacolando o vietando le decisioni di trasferire l’impresa (o il ramo d’impresa), posto che le più concrete chances di mantenimento nel lungo periodo dell’occupazione e dei diritti del singolo dipendono, in molte circostanze, non solo dalle previsioni normative che in tal senso eventualmente dispongano, ma dalla possibilità del prestatore di lavoro di seguire il destino di imprese o di rami di esse che abbiano la capacità di sopravvivere e di svilupparsi nel mercato» 7 . Quest’ultima considerazione non deve tuttavia indurci a concludere che l’intervento comunitario in materia sia sintetizzabile nell’intento di favorire le dinamiche di trasformazione, segmentazione e circolazione d’impresa: considerare queste direttive esclusivamente come strumenti di riorganizzazione delle imprese e di adattamento dei livelli occupazionali 8 significherebbe appiattire la ratio dell’intervento comunitario esclusivamente sulla protezione degli interessi 5 M. Novella, Il trasferimento di imprese, in F. Carinci, A. Pizzoferrato (a cura di), Diritto del lavoro dell’Unione Europea, Torino, Utet Giuridica, 2010, p. 682. 6 Sulla salvaguardia delle prerogative imprenditoriali connesse alle scelte economiche fondamentali sulla gestione dell’impresa cfr. M. Roccella, T. Treu, op. cit., p. 382 e M. Novella, Il trasferimento di imprese, cit., p. 682. 7 M. Novella, Il trasferimento di imprese, cit., p. 682. 8 Così come sostenuto in G. e A. Lyon-Caen, Droit social International et europeén, Paris, Dalloz- Sirey, 1993, p. 308.
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Le direttive comunitarie in materia di crisi e ristrutturazione d'impresa

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Ciminiello
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze del Governo e dell'Amministrazione
  Relatore: Mariapaola Aimo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 268

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Parole chiave

trasferimento d'impresa
crisi e ristrutturazione d'impresa
insolvenza datoriale
licenziamenti collettivi
diritto comunitario
diritto del lavoro
tutela dei lavoratori

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