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Le direttive comunitarie in materia di crisi e ristrutturazione d'impresa

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10 1992 30 . Tramite le norme codificate dall’Accordo è stato possibile tradurre «in termini formali lo spirito di maggiore autonomia del diritto del lavoro dal diritto della concorrenza e del mercato, anche se il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori deve essere materialmente compatibile con altri interessi (come indicati nell’art. 136, 1° comma, TCE) e, soprattutto, con la necessità di mantenere la competitività dell’economia della Comunità (art. 136, 2° comma, TCE)» 31 . In ultima analisi, sebbene nel corso degli anni fossero mutate la cause alla base delle crisi e delle ristrutturazioni aziendali (tanto più frequenti quanto più severo è il regime di concorrenza in cui si collocano le imprese), è rimasto immutato, in occasione del varo delle direttive di seconda generazione di cui sopra, l’atteggiamento di maggior propensione del legislatore comunitario per le garanzie di tipo procedurale, volte a conciliare, tramite l’instaurazione di un dialogo sociale aziendale, le esigenze di salvataggio proprie delle imprese in difficoltà economiche con quelle di rafforzare le tutele dei lavoratori coinvolti in tali processi e di migliorare la condizioni di vita e di lavoro degli stessi 32 . 3. Modello regolativo Un ulteriore aspetto di comunanza tra le direttive appena citate, oltre alle rationes socioeconomiche, si ricava dalla loro configurazione giuridica. Le direttive in materia di crisi e ristrutturazioni d’impresa sono considerate esempi paradigmatici di quel processo di progressivo ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri della Comunità che passa sotto il nome di tecnica 30 L’Accordo è stato firmato da tutti gli Stati membri della Comunità ad eccezione del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. Le disposizioni in esso contenute sono state poi incorporate nel Trattato CE, nel testo firmato ad Amsterdam nel 1997. 31 G. Arrigo, Il diritto del lavoro dell’Unione Europea, Tomo II, cit., p. 61. A consacrare questo spirito di maggiore autonomia del diritto del lavoro dal diritto della concorrenza e del mercato, contribuisce, secondo l’autore, l’esplicito riferimento, nell’art. 136 del Trattato di Amsterdam (ex articolo 117), a principi fondamentali “propri della Comunità” (quali quelli definiti nella Carta dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori del 1989), da considerarsi certamente più pregnante rispetto al riferimento ai “principi comuni agli Stati membri” precedentemente contenuto nell’art. 117. 32 Favore comunitario nei confronti di tali tutele, che non si accompagna, peraltro, a previsioni volte a garantirne una maggiore effettività. Sul punto cfr. G. Arrigo, Il diritto del lavoro dell’Unione Europea, Tomo II, cit., p. 61.
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Le direttive comunitarie in materia di crisi e ristrutturazione d'impresa

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Ciminiello
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze del Governo e dell'Amministrazione
  Relatore: Mariapaola Aimo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 268

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Parole chiave

trasferimento d'impresa
crisi e ristrutturazione d'impresa
insolvenza datoriale
licenziamenti collettivi
diritto comunitario
diritto del lavoro
tutela dei lavoratori

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