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La comunicazione nella fantascienza

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5 Il giudizio di Pagetti sul romanzo di Bradbury 19 non è del tutto positivo. Secondo il critico l'unità sarebbe spezzata dalle parti didascaliche, tuttavia inevitabili nel genere distopico, e da una certa inconsistenza dei personaggi e dei loro rapporti. A parte questo ribadisce l'importanza del romanzo, così legato al presente e fedele all'insegnamento di Orwell di Nineteen Eight-Four 20 (1949). La Los Angeles del futuro è ben caratterizzata quanto la Londra di Orwell. Come sottolinea l'autore stesso in un‟intervista 21 il romanzo nasce come attacco esplicito al regime del senatore MacCarthy, molto attuale in quegli anni. Ci sono punti in contatto anche con Brave New World di Aldous Huxley (1932), “in entrambi i romanzi l'umanità ha rinnegato la conoscenza in nome di una fittizia felicità (...). Ma i bersagli di Bradbury sono più precisi; il ricordo dei roghi nazisti non è ancora spento” 22 . Guardamagna nota anche che, mentre in Huxley abbiamo la creazione di un mondo nuovo, in Fahrenheit 451 abbiamo un'America futura in cui si sviluppano certe tendenze già proprie del presente; “i cartelli pubblicitari che incombono sulle strade e sui pensieri sono semplicemente più grandi” 23 . Ricordiamo che all'inizio degli anni cinquanta la TV era ancora un medium relativamente nuovo. “In questo mondo i tabù sono molti (...) ma il tabù essenziale sono appunto „i libri‟ (...) temuti, ambigui, misteriosi (...). E' notevole come l'oggetto proibito si a reso (...) prodigiosamente raro e prezioso (...) rischia di feticizzarsi religiosamente come Simbolo della Cultura Minacciata.” 24 Non sono i libri in sé ad essere minacciati, ma qualcosa che un tempo vi era contenuto, qualcosa che potrebbe essere detto anche con i media più recenti (nei salotti, alla TV). La differenza consiste nel fatto che un libro si può chiudere, ad un libro si può dire „aspetta‟, “mentre non si può dire aspetta alla violenza della civiltà dei televisori a tutto volume, stereofonia urlante che travolge, cinerama allargato a trecentosessanta gradi e così via.” 25 In Fahrenheit 451 la società tirannica è forte ma non abbastanza da cancellare la memoria, come avviene invece in Orwell. Sergio Solmi si è occupato di Bradbury in un breve articolo pubblicato sulla rivista “Nuovi Argomenti” (n.13, marzo -aprile 1955, pp. 100-103), inserito poi in volume insieme ad altri scritti sulla fantascienza e sul fantastico. Insieme a The Martian Chronicles (1950) e The Illustrated Man (1951) cita anche Fahrenheit 451 giudicandolo però inferiore ai primi due. Sottolinea l'odio dell'autore per la civiltà meccanica e verso ogni totalitarismo nel descrivere un mondo “in cui la cultura è stata messa al bando, i libri bruciati da apposite squadre di pompieri incendiari, e rimangono solo radio e televisione manovrate dai governanti tirannici per incretinire definitivamente il popolo ai fini delle loro guerre di conquista e di sterminio” 26 . Come ci ricorda Manferlotti 27 i roghi letterari hanno precedenti storici illustri; oltre a quelli nazisti, ricordiamo l‟incendio della biblioteca di Alessandria. In letteratura anche Wells ne parla in When The Sleeper Wakes (1899), A.Burgess in MF (1971) e A.Huxley nell'altra celebre distopia Ape and Essence (1949), in quest'ultima i libri vengono bruciati non per ragioni ideologiche, ma semplicemente per ottenere del fuoco. Un altro rogo di libri nella narrativa di Bradbury compare in un racconto breve, "The exiles", dalla raccolta The Illustrated Man in cui la società positivistica e tecnologica del 2020 ha cominciato a bruciare i classici dell'horror e dell'occulto, bandendo in questo modo la superstizione e il misterioso. Un secolo più tardi la prima astronave giungerà dalla Terra su Marte e vi troverà gli spiriti dei grandi autori dimenticati insieme ai loro personaggi, che, guidati da Edgar Allan Poe, si sono rifugiati sul pianeta rosso in attesa di tempi migliori. Continueranno a sopravvivere finché non sarà distrutta anche l'ultima copia dei loro libri, il che avviene puntualmente alla fine del racconto malgrado tutti i tentativi per impedire l‟atterraggio e il conseguente esodo verso pianeti più lontani. Una vicenda simile, che anticipa alcuni punti di Fahrenheit 451, la troviamo in “Usher II”, racconto incluso in The Martian Chronicles. Qui si immagina che il rogo della letteratura avvenga nel 1975; trent‟anni dopo, un eccentrico miliardario costruire sul suolo marziano una copia fedele della casa del celebre racconto di E.A.Poe “The Fall of the House of Usher”, la riem pie di copie meccaniche delle creature fantastiche più disparate e vi organizza una festa in maschera a cui invita i fautori dei roghi. La vendetta organizzata dal diabolico miliardario, difensore del genere horror,
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La comunicazione nella fantascienza

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Informazioni tesi

  Autore: Massimo Acciai
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Luca Toschi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 176

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