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L'educazione scientifica nella scuola dell'infanzia per lo sviluppo del pensiero critico del bambino

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Introduzione XIV dell’autonomia, della costruzione e dell’esplorazione del reale, della so- lidarietà e della collaborazione. La conoscenza assume così la forma di una rottura con una rappre- sentazione parziale per accedere ad una più obiettiva, che integra cioè un nuovo punto di vista. Lo sviluppo del pensiero scientifico e più pro- priamente, come afferma Matthew Lipman, di un pensiero complesso, nelle sue accezioni di complesso, critico, creativo, caring, dovrebbe con- tribuire all’acquisizione di quella dimensione della personalità che può essere indicata come un atteggiamento scientifico nell’analisi e nella ri- soluzione di ogni situazione problematica e di approccio conoscitivo che la vita propone. Il bambino dovrebbe essere coinvolto, attraverso l’educazione scienti- fica, in situazioni educative dove è egli stesso a farsi protagonista del proprio percorso di apprendimento, pronto a non assorbire passivamen- te nozioni già stabilite, stereotipate ed immutabili, ma ad elaborare, ri- flettere, ipotizzare, interrogarsi ed interroga rese stesso e gli altri. Come afferma M. Lipman, il pensiero critico ci aiuta semplicemente a non pensare in modo acritico e a non agire senza riflettere. Le osservazioni svolte in due scuole dell’infanzia statali di Roma nel periodo compreso fra il settembre 2008 e il maggio 2009 e la partecipa- zione al corso di formazione per gli insegnanti ‚Fare Scienza‛ organizza- to dal Comune di Roma ha fatto si che si siano potuti evidenziare quali limiti, nonostante la normativa vigente (Orientamenti Educativi del 1991, 2007, Le Otto Tesi del Comune di Roma, normative ministeriali, le Indicazioni provinciali per la scuola dell’infanzia della Provincia auto- noma di Bolzano–Alto Adige del 2009) le programmazioni e gli studi in materia, siano presenti nella pratica educativa in questi contesti scolasti- ci, ancora, purtroppo, legati a modelli educativi caratterizzati dalla su- perficialità, dalla frammentazione, dimenticando, come afferma Bateson, che è il contesto che fissa il significato. Il sapere è statico, già creato per l’assimilazione passiva, senza alcuna rielaborazione personale e senza il rispetto dei tempi di ogni singolo bambino. L’importanza della manipolazione e della rielaborazione grafico pit- torica e gestuale spontanea è altamente trascurata e il bambino è costret- to a sopprimere la propria individualità in un contesto di emulazione e competizione, dove non gli si lascia il tempo di riflettere, osservare, spe- rimentare, ipotizzare liberamente. Nella prima parte dell’elaborato verrà illustrato il credo pedagogico del filosofo e pedagogista statunitense John Dewey (1859–1952) e del fi-
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L'educazione scientifica nella scuola dell'infanzia per lo sviluppo del pensiero critico del bambino

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Amici
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Filosofia
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Nicoletta Lanciano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 95

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Parole chiave

educazione
pedagogia
pregiudizio
pensiero critico
educazione scientifica
autonomia cognitiva

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