La tutela della lavoratrice madre nell'ordinamento italiano

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

6 Tale prospettiva è stata progressivamente superata dalla successiva legislazione e dagli interventi del giudice costituzionale 1 . A partire dagli anni settanta del secolo scorso si è assistito ad un’evoluzione del concetto stesso di maternità: dalla considerazione della stessa quale mero dato biologico a “luogo delle relazioni affettive da tutelare in nome dell’interesse superiore dell’equilibrio psico- fisico del bambino” 2 . In particolare, l’articolo 6 della Legge n. 903 del 1977, attribuendo alle lavoratrici che abbiano adottato bambini o che li abbiano ottenuti in affidamento preadottivo la facoltà di avvalersi dell’istituto del congedo di maternità e del relativo trattamento economico, chiarisce come la protezione della maternità prescinda dall’evento fisiologico del parto, per rivolgersi alla tutela dei rapporti affettivi indispensabili per lo sviluppo del bambino, tanto nella famiglia naturale quanto in quella adottiva. La medesima finalità è stata perseguita tramite il progressivo ampliamento del periodo di astensione obbligatoria post-partum. 1 Per una panoramica sulla legislazione si segnala la Legge 26 aprile 1950, n. 860, “Tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri”, la Legge 30 dicembre 1971, n. 1204 “Tutela delle lavoratrici madri” e il seguente regolamento attuativo Decreto del presidente della Repubblica n. 1026 del 1976, la Legge 9 dicembre 1977, n. 903 “Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro”. Sulla giurisprudenza costituzionale si segnalano: Corte Costituzionale n. 1 del 1987, che ha riconosciuto anche al padre il diritto all’astensione dal lavoro e ai riposi giornalieri, ove l’assistenza della madre al minore sia divenuta impossibile per decesso o grave infermità; Corte Costituzionale n. 332 del 1988 che ha riconosciuto alle lavoratrici il diritto all’astensione facoltativa per il primo anno dall’ingresso del bambino in famiglia, nell’ipotesi di affidamento provvisorio, e il diritto al congedo di maternità nei primi tre mesi successivi all’ingresso del bambino in famiglia, in caso di affidamento preadottivo; Corte Costituzionale n. 341 del 1991 che ha riconosciuto al padre lavoratore, in alternativa alla madre lavoratrice, il diritto al congedo di maternità in caso di affidamento provvisorio; Corte Costituzionale n. 179 del 1993 che ha esteso al padre lavoratore, in alternativa alla lavoratrice madre consenziente, il diritto ai riposi giornalieri per l’assistenza al figlio nel primo anno di vita; Corte Costituzionale n. 104 del 2003 che ha riconosciuto il diritto ai riposi giornalieri, in caso di adozione o affidamento, entro il primo anno dall’ingresso del minore in famiglia, anziché entro il primo anno di vita del bambino; Corte Costituzionale n. 385 del 2005 che ha riconosciuto anche al padre libero professionista, affidatario in preadozione di un minore, il diritto di percepire in alternativa alla madre l’indennità di maternità). 2 L. Cassetti, sub. Art. 31, nel Commentario della Costituzione a cura di R. Bifulco, A. Celotto, M. Olivetti, I, Utet, Torino, 2006, p. 641 ss.

Anteprima della Tesi di Stefania Fontana

Anteprima della tesi: La tutela della lavoratrice madre nell'ordinamento italiano, Pagina 3

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Stefania Fontana Contatta »

Composta da 185 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6283 click dal 31/10/2012.

 

Consultata integralmente 16 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.