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Valutare la politica di coesione dell'UE: l'approccio quantitativo dei modelli macroeconomici

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14 una serie di idee incluse in documenti istituzionali che hanno dato impulso al dibattito pubblico sul tema, ed hanno ispirato in buona parte le proposte legislative che la Commissione europea ha adottato nell’ottobre 2011. Queste ultime sono oggetto di una breve descrizione dal successivo ed ultimo paragrafo del capitolo (1.6). 1.1 Perché una politica di coesione in Europa? Esistono disparità notevoli tra le regioni dell’UE per quanto riguarda sia il prodotto interno lordo, sia i livelli di occupazione e di reddito. Le regioni più ricche rispetto alla media UE sono principalmente concentrate in Gran Bretagna, in Olanda, in Belgio, nel sudovest della Germania, nell’Austria occidentale e nell’Italia del nord, mentre la parte sud est del territorio europeo che raggruppa Italia meridionale, Grecia e PECO registra un livello di PIL generalmente ben al di sotto della media UE. La politica di coesione dell’UE esiste in ragione della presenza di queste disparità economiche e sociali interregionali ed il suo scopo è quello di ridurle. L’obiettivo della “coesione economica e sociale” fu una novità introdotta dall’Atto unico europeo 4 che era destinata a trovare uno sviluppo nella creazione, sulla spinta della Commissione Delors, di una riforma dei Fondi strutturali. La Commissione europea inviò così alcune proposte di riforma al Parlamento europeo ed al Consiglio, tra le quali è da sottolineare la Comunicazione del 15 febbraio 1987 intitolata “Portare l’Atto unico al successo – Una nuova frontiera per l’Europa”, poi meglio conosciuta come primo pacchetto Delors. In questo documento la Commissione suggeriva nuove regole che migliorassero la disciplina finanziaria collegata all’uso dei Fondi, in particolare la creazione di una prospettiva finanziaria pluriennale all’interno della quale racchiudere armoniosamente la gestione dei Fondi. Alla luce delle conclusioni del Consiglio Europeo di Bruxelles dell’11 e 12 febbraio 1988 le tre istituzioni conclusero il 29 giugno 1988 un accordo interistituzionale che stabilì così per la prima volta una prospettiva finanziaria della durata di 5 anni, dal 1988 al 1992. Questa rivoluzione del bilancio, oltre ad accompagnare la nascita della politica di coesione, portò ad un consistente aumento delle risorse destinate ai Fondi strutturali, passando così ad assorbire dal 16% al 30% del budget 4 Art 130 A (così come aggiunto dall’AUE al Trattato Cee): “Per promuovere uno sviluppo armonioso dell'insieme della Comunità, questa sviluppa e prosegue la propria azione intesa a realizzare il rafforzamento della sua coesione economica e sociale. In particolare la Comunità mira a ridurre il divario tra le diverse regioni ed il ritardo delle regioni meno favorite.”
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Valutare la politica di coesione dell'UE: l'approccio quantitativo dei modelli macroeconomici

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Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Calcinai
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali e studi europei
  Relatore: Rossella Bardazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 172

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